gavi celebra un grande vitigno autoctono nel suo territorio d elezione 01

Gavi, il Grande Bianco Piemontese da uve Cortese e di una degustazione davvero unica, dall’ultima vendemmia del 2017 fino al 1998. Un viaggio sensoriale nel tempo attraverso la storia di un vino bianco di grande personalità ed eleganza, con tutta la minerale sapidità del terroir. 

Un evento promosso dall’omonimo consorzio in cui giornalisti e operatori sono stati invitati ad un percorso attraverso la longevità di questo bianco piemontese e capirne il potenziale evolutivo nonché la differenza fra le annate.
Il neoeletto Presidente del Consorzio Roberto Ghio, ha evidenziato come questo evento, che ha richiesto uno sforzo non indifferente nel reperimento delle bottiglie, sia stato voluto nella prospettiva di presentare il Gavi non solo come un prodotto di pronta beva, ma per educare il consumatore al fatto che perseguendo la qualità in vigna e in cantina, e grazie al mantenimento della territorialità, il vitigno autoctono Cortese nella sua zona di vocazione esprime al massimo le sue peculiarità nel tempo: “Come le persone invecchiando dovrebbero diventare più sagge, così anche i vini invecchiando possono avere più cose da raccontare”.

Ospiti dell’azienda Agricola Magda Pedrini, di antichissime origini, incastonata sulle colline di Gavi come una pietra preziosa in frazione Pratolungo. Una cantina molto ben attrezzata, e 10 ettari coltivati tutti a Cortese Docg, e con metodologie assolutamente naturali. Da alcuni anni la Tenuta Magda Pedrini si è posta l’obiettivo di declinare l’uva Cortese in tutte le sue sfumature: dal Gavi più classico al cru, dal Gavi affinato in barriques alla Riserva, fino ad arrivare al Gavi spumante metodo classico (Docg, of course).

A partire dalle bottiglie più giovani, annata 2017, in un percorso a ritroso fino alla storica annata 1998. Ben venti assaggi per un incontro alla scoperta di bottiglie rare per una percezione del Gavi meno stereotipata. Un momento magico per pochi degustatori, con venti Gavi:15 annate di “Montessora”, il Cru di Gavi Docg prodotto da uve 100% Cortese, l’apice qualitativo della Giustiniana, prodotto con uve coltivate su “terre rosse” - che lo rende complesso, elegante e persistente - e da “Il Nostro Gavi”, una selezione di uve da terre bianche e rosse che riposa 24 mesi sulle fecce fini e 12 mesi in bottiglia per le annate 2002, 2004, 2006, 2010, 2012. Entrambi i vini sono prodotti da La Giustiniana, tenuta storica tra le più antiche del Gavi che è stata protagonista della storia del Gavi fin dal 1600, apprezzata da tutti per la sua bellezza e per la qualità della sua terra.

Nato da un vitigno che regge benissimo, il Gavi è un vino che si presta all’immediato consumo tuttavia si scopre, passando dal 2017 al 1998 attraverso vendemmie diverse e opposte per fattori climatici e condizioni, un bianco fine ed elegante che può riposare in bottiglia per lunghi anni, sostenuto dalla freschezza tipica del Cortese di Gavi, come dimostra in alcune tra le annate maggiormente apprezzate.

In Piemonte c’è una terra delimitata da 11 comuni, compresi tra Liguria e Lombardia: una terra unica a trenta chilometri dal mare, lembo inferiore della Pianura che sale verso i colli e si arrampica sull’Appennino Ligure. Questa terra di confine, sospesa nel tempo, autentico paesaggio che alterna vigneti, boschi, valli e dolci colli è il territorio della Denominazione del Gavi, vino Cortese, il vero protagonista di tutto questo.

Una storia millenaria che risale al 1972, anno del primo documento che attesta la presenza di vigneti a Gavi. Vigne sedute su un territorio antico di 25 milioni di anni. Terra bianca, marnosa e calcarea, e terra rossa, più ricca di argilla e metalli ferrosi. Un territorio su esposizioni e altitudini differenti che accoglie 80 produttori che vinificano in bianco solo uva Cortese: 1.510 ettari vitati sui 2.200 di tutta Italia. Millecinquecento gli ettari complessivi del vigneto del Gavi Docg. L’altitudine dei terreni coltivati a vite Cortese varia dai 180 ai 450 metri sul livello del mare. Tanto da poter definire il Gavi un vino bianco “di montagna”, fortemente condizionato (a livello di terroir e di microclima) dal mare della Liguria, ad appena 30 chilometri in linea d’aria.


archivio

 

consegnati i premi nazionali 2018 dall academie internationale de la gastronomie 01 

Paolo Petroni Vice Presidente dell’Académie Internationale de la Gastronomie e Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina ha consegnato i Prix Nationaux, gli ambiti riconoscimenti per il 2018. Cornice prestigiosa per la consegna è stata Il Ristorante Cracco in Galleria a Milano dove si sono riuniti, accanto ai premiati, grandi personaggi della cucina italiana come Carlo Cracco, che ha curato personalmente il pranzo per gli ospiti, e importanti giornalisti del settore.

In una giornata così importante per i premi conferiti alla cucina italiana, e precisamente:

- Prix au Chef de l’Avenir: Cristoforo Trapani (Ristorante La Magnolia - Hotel Byron, Forte dei Marmi Cristoforo Trapani, classe 1988, campano di Piano di Sorrento. Dopo numerose esperienze importanti è ora alla guida della cucina del ristorante stellato, il Magnolia dell’Hotel Byron a Forte dei Marmi.
- Prix Au Chef Pâtissier: Fabrizio Galla (Pasticceria e Cioccolateria, San Sebastiano da Po).
- Fabrizio Galla, classe 1973, allievo del maestro Igino Massari, nel 2007 ha vinto la coppa del mondo di pasticceria a Lione con la torta Jessica. Dopo un lungo soggiorno negli Stati Uniti è ritornato in Piemonte, prima a Torino e poi a San Sebastiano dove ha intrapreso un percorso tutto suo.
- Prix Au Sommelier: Michela Berto (Ristorante San Martino, Scorzè)
- Michela Berto grande appassionata di vino e perfetta padrona di casa del Ristorante San Martino, una stella Michelin. Sommelier dal 2003 ha un’innata sensibilità per gli abbinamenti che gli ha permesso di vincere importanti riconoscimenti nazionali e internazionali.
- Prix De La Littérature Gastronomique: Davide Paolini (Gastronauta, Giornalista – scrittore).
- Davide Paolini appassionato da sempre di gastronomia, collabora con numerose testate. Ha coniato lo pseudonimo “Il Gastronauta” per definire colui che ha scelto di mangiare con la propria testa. Autore di numerosi libri dedicati al cibo e al marketing gastronomico e territoriali.
- Prix Multimedia: Paolo Marchi (Giornalista, Ideatore identità golose web)
- Paolo Marchi, nato a Milano nel marzo 1955, giornalista professionista al Giornale per 31 anni dividendosi tra sport e gastronomia, è ideatore e curatore dal 2004 di Identità Golose, il primo congresso italiano di cucina d’autore e Identità Golose Web, Magazine internazionale di cucina.

Questi riconoscimenti - afferma il Presidente dell’Accademia Italiana della Cucina Paolo Petroni - sono una dimostrazione di quanto il lavoro fatto tutti i giorni con serietà, dedizione e passione porti a importanti risultati. La nostra attenzione è rivolta a scoprire e valorizzare i protagonisti che nel proprio settore (ristorazione, pasticceria, enologia, giornalismo) si contraddistinguono per la professionalità e impegno e danno tutto il meglio di sé per la cucina italiana.

Accademia Italiana della Cucina (AIC) e i suoi obiettivi:
Fondata il 29 luglio 1953, a Milano, da Orio Vergani con un gruppo di qualificati esponenti della cultura, dell’industria e del giornalismo, l’Accademia Italiana della Cucina, dal 2003 Istituzione Culturale della Repubblica Italiana, ha lo scopo di tutelare le tradizioni della cucina italiana, di cui promuovere e favorire il miglioramento in Italia e all’estero. Attraverso il suo Centro Studi e le sue 300 Delegazioni, 220 in Italia e 80 nel mondo, opera affinchè siano promosse iniziative idonee a diffondere una migliore conoscenza dei valori tradizionali della cucina italiana, che costituiscono la base per ogni concreta innovazione.

Académie Internationale de la Gastronomie (AIG e i suoi obiettivi:
L’Académie Internationale de la Gastronomie (AIG), fondata a Parigi nel 1983 da Italia, Francia, Spagna e Svizzera, raggruppa oggi 23 Accademie Gastronomiche nazionali di tutto il mondo che operano per la salvaguardia e lo sviluppo delle culture e dei patrimoni culinari regionali e nazionali, pur incoraggiando la cucina creativa moderna.

www.accademiaitalianacucina.it


archivio

Nice Social Bookmark

FacebookMySpaceTwitterDiggDeliciousStumbleuponGoogle BookmarksRedditNewsvineLinkedinRSS FeedPinterest
Pin It