bonzano vini il monferrato nel bicchiere 01

Una giornata speciale in Piemonte, nel Monferrato che non smette di stupire, con i piccoli e grandi gioielli del suo territorio. Il Monferrato e la Tenuta della Mandoletta sono luoghi del cuore per i Bonzano, perché rappresentano rispettivamente le origini della famiglia e la fonte d’ispirazione di questa avventura vinicola.

I fratelli Bonzano hanno scelto il Monferrato Casalese per impiantare la loro azienda vinicola: 7 ettari di vigneti allevati su suoli calcareo-argillosi, nella zona di Casale Monferrato, comune patrimonio Unesco dal 2014, luoghi dove le vigne si alternano a boschi di noccioli e faggi su colline ondulate che non superano i 400 metri di altitudine, in una biodiversità straordinaria. Qui Enrico, Stefano e Massimo hanno dato vita a un progetto vinicolo ambizioso, a più mani, in collaborazione con l’enologo “scienziato” Donato Lanati, che ne ha condotto e coordinato i lavori dal principio, nel 2011. Assieme a loro Simonetta Ghia, moglie di Enrico Bonzano e titolare dell’azienda vinicola, che ha incoraggiato e promosso la nuova avventura imprenditoriale con la sua profonda passione per il mondo del vino.

“Il Monferrato è un territorio in cui i vini possono esprimere emozioni, quelle stesse che sono l'essenza della vita. -chiarisce Donato Lanati, fondatore di Enosis Meraviglia, centro di ricerca applicata e di consulenza enologica - Capire quali diverse molecole nascano da questo rapporto tra vite e ambiente, tanto speciale da creare l’unicità del Barolo delle Langhe e del Brunello di Montalcino, è diventato l’obiettivo principale del mio lavoro e la sfida che lanciano i Bonzano nel Monferrato. Per far ciò non ci si può dunque accontentare dell’espressione verbale di terroir, ma occorre selezionare zone o particelle, all’interno di uno stesso vigneto, e avvalorare il tutto da un punto di vista scientifico. Questo è il lavoro che abbiamo realizzato nell’azienda Bonzano e di cui vado orgoglioso”.

La Bonzano Vini vuole, dunque, diventare punto di riferimento nella produzione di questa zona, stringendo un patto a favore delle prossime generazioni: dare valore al Monferrato, affinché ritorni ad avere in pochi anni la visibilità che merita. Il viaggio è appena cominciato.

Un bel Monferrato nei vini della Tenuta della Mandoletta, incastonata in un paesaggio fiabesco. Un posto magico, incantato e unico, che fa da cornice a questa nuova avventura vinicola, per un’affascinante degustazione di 4 dei 7 vini della cantina, annata 2017, la prima prodotta dall’azienda:

Armognan Bianco del Monferrato DOC
Il cui nome, in dialetto piemontese, significa albicocca, frutto che richiama la fragranza di questo vino. Vitigni Chardonnay e Sauvignon. Colore giallo paglierino luminoso. Al naso esprime belle note agrumate e caratteristici ricordi di albicocca matura. I profumi floreali e fruttati te li ritrovi direttamente in bocca, è fresco, con piacevole sapidità. Indicato a tutto pasto, anche al decimo sorso è come al primo, che va a braccetto con la potenza (13,5°).

La Meridiana Rosato (il prossimo anno sarà una Doc)
Da uve Pinot Nero, questo vino ha una sua personalità e si caratterizza per la buona versatilità gustativa. Da uve Pinot Nero, ha un bel colore rosato tenue, buccia di cipolla con toni ramati, ha luce, trasparenza e brillantezza. Naso fragrante per i sentori di fiori e di piccoli frutti rossi, ribes, e soffi floreali. Ben strutturato (!4°), vince per freschezza e un finale lungo. Nato e pensato per diventare un rosato a tutto pasto.

L’Hosteria Monferrato Rosso DOC
Vino conviviale per la sua freschezza e la gradevolissima bevibilità. Da uve Barbera e Pinot nero, è adatto sia a uno spuntino che a un pasto. Il nome evoca l’Osteria, che per tutto il Novecento non è stato solo un luogo di ritrovo e socializzazione, ma di ospitalità vera. Colore rosso rubino. Naso floreale ed elegante, palato armonico. E’ un vino che piace a tutti, per il concetto di stare insieme, con i suoi profumi e un’esplosione di frutti rossi, mora, ciliegia. Molto giovane, può evolvere bene nel tempo per la sua base enologica. Indicato per accompagnare primi e secondi piatti di carne, si presta come vino da merenda, ottimo con affettati e formaggi. (14°)

Gajard Barbera del Monferrato DOC
Vino che sa di Barbera, il cui nome, in dialetto piemontese significa vigoroso ed esuberante, proprio come la personalità di questo vino dal colore rubino, aromi di frutta rossa appena colta. In bocca è fresco, con tannino croccante e splendida beva. Barbera in purezza, è un vino particolare per millennials. Si accompagna a piatti saporiti e speziati, come arrosti e selvaggina.

Il viaggio nello straordinario mondo del vino prosegue. Completano la proposta enologica il Metodo Classico Brut Mandoletta, il Bruno Bnzano Barbera del Monferrato Superiore DOCG e il Gènevieve Monferrato Bianco DOC, tre selezioni che saranno pronte a breve, tutti dell’annata 2017, la prima in commercio.
I vini della Mandoletta parlano inevitabilmente il dialetto monferrino o richiamano personaggi del territorio, a conferma del profondo legame col Monferrato.

La Bonzano Vini ha studiato un logo che rievoca in maniera stilizzata sia la meridiana che campeggia nella facciata della Villa, sia la ramificazione dell’albero genealogico. Un logo che gioca sul contrasto tra il bianco e il nero e racchiude l’idea dello scorrere del tempo e delle generazioni. La produzione complessiva dell’Azienda è di circa 100 mila bottiglie.

www.bonzanovini.it


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svolta storica nel mondo dei consorzi di tutela delle dop e igp 01
La presentazione ufficiale del nuovo organismo si è tenuta il 30 novembre 2018 al MiPAAF a margine dell’Assemblea Straordinaria dei Soci. Sono intervenuti, tra gli altri, il Primo Vicepresidente della Commissione agricoltura del Parlamento europeo, onorevole Paolo De Castro, il Capo Dipartimento DIQPAI Andrea Comacchio, Il Capo Dipartimento ICQRF Stefano Vaccari, il Presidente di AICIG Nicola Cesare Baldrighi, il Presidente di Afidop Domenico Raimondo, il Presidente di Isit Lorenzo Beretta ed il Direttore di OriGIn Massimo Vittori.

Con questo progetto L’Aicig apre le porte alle associazioni dei Consorzi di tutela con lo scopo di rendere sempre più unito, coeso ed efficiente il mondo delle Dop e delle Igp italiane l’Associazione italiana consorzi indicazioni geografiche cambia anche nome e diventa Origin Italia per dar vita ad una nuova aggregazione che avrà come punti saldi il coinvolgimento tra i soci non più solo singole realtà consortili ma anche Associazioni dei Consorzi relativi a segmenti di prodotti a denominazione specifici e per allinearsi ancora di più alla prospettiva internazionale e essere in rete con le Indicazioni Geografiche sotto lo stesso ombrello OriGIn Europa, alla cui nascita le realtà consortili italiane hanno incisivamente contribuito.

“E’ un momento di crescita per tutte le DOP e IGP - ha spiegato il Presidente di AICIG Cesare Baldrighi, fondamentale essere sempre più uniti per aumentare la conoscenza del valore delle denominazioni. Occorre essere sempre più uniti per aumentare la conoscenza del valore delle denominazioni e allo stesso tempo sensibilizzare i consumatori su temi di stretta attualità sulla tutela dei prodotti. I Consorzi di Tutela che gestiscono i prodotti DOP, IGP ed STG hanno a più riprese fatto capire di voler fare sistema. La svolta verso cui stiamo virando con la trasformazione da AICIG a ORIGIN ITALIA è rappresentata soprattutto dal fatto che anche le Associazioni dei Consorzi di Tutela per le varie categorie merceologiche - con Afidop in primis per i formaggi DOP e Isit per i salumi sia DOP che IGP - hanno convenuto sulla necessità di dare origine ad una nuova realtà associativa, un nuovo punto di riferimento per aggregare gli organismi dei prodotti definiti nella politica di qualità UE con le Indicazioni Geografiche. Se oggi ci rendiamo protagonisti di questo importante cambiamento è perché insieme crediamo di poter costruire un confronto sempre più incisivo con le istituzioni sia nazionali che sovranazionali”.

L’ Onorevole Filippo Gallinella, Presidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati ha dichiarato: “È un piacere essere presente oggi a questo importante momento che certifica l’attività di salvaguardia, tutela e certificazione del made in Italy agroalimentare nel mondo. Il passaggio da AICIG alla nuova denominazione dell’associazione Origin Italia, è testimone della volontà di rivolgere la tutela e informazione dei nostri prodotti in un contesto internazionale. Stiamo lavorando bene e per il futuro la chiave vincente sarà trasmettere anche il valore della sostenibilità dei nostri prodotti certificati, Stiamo lavorando bene e per il futuro la chiave vincente sarà trasmettere anche il valore della sostenibilità dei nostri prodotti certificati”

Infine il Direttore di OriGin Europa Massimo Vittori ha sottolineato come “I Consorzi e le Associazioni di Consorzi italiani abbiano giocato un ruolo importante nella creazione di oriGIn prima, e più recentemente di oriGIn Europa. Se nel 2003, anno di creazioni della rete mondiale oriGIn, i Consorzi facevano ancora fatica ad essere incisivi ai principali tavoli negoziali, oggi non c’è trattativa e dibattito internazionale dove le indicazioni geografiche non siano protagoniste, non solo a livello di tutela, ma anche in merito a temi come la sostenibilità, cruciali per il futuro della nostra società. Siamo quindi orgogliosi che AICIG e i suoi soci, protagonisti di questa evoluzione insieme ad oriGIn, abbiano deciso di continuare il percorso intrapreso ponendo l’accento sull’importanza di presentarsi alle istituzioni nazionali, regionali e mondiali con una “denominazione” comune. Siamo certi che questa decisione contribuirà a rafforzare l’unità e la forza del messaggio in favore delle indicazioni geografiche”


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