dai calici ai piatti il sagrantino re della cucina fa da traino al turismo 01

Cresce del 9% il turismo enogastronomico, anche grazie a iniziative di promozione del territorio come “Sagrantino nel Piatto”, nata da un’idea del Consorzio Tutela Vini Montefalco, che mira a favorire l’innovazione creativa in campo gastronomico.

Il Sagrantino, prestigioso vino rosso italiano derivato dalle coltivazioni delle viti sulle colline dell’Umbria la cui produzione è consentita solo nei comuni di Montefalco, diventa protagonista in cucina, non solo nei calici, ma anche nei piatti, facendo da traino al settore turistico. Secondo il Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2018, quasi un italiano su 3 (30%) quando viaggia nel Belpaese lo fa per scoprire nuovi sapori e nuovi abbinamenti in grado di stuzzicare olfatto e palato, con un aumento del 9% rispetto all’anno precedente. Ai primi posti delle mete preferite dai turisti enogastronomici, Toscana, seguita da Trentino Alto Adige e Umbria.

Un ruolo fondamentale per lo sviluppo del settore è ricoperto dalle iniziative strategiche di promozione del territorio messe in atto dagli attori locali. Tra queste, “Sagrantino nel piatto” ha contribuito non solo a promuovere il turismo in Umbria attraverso uno dei suoi prodotti più caratteristici, ma, soprattutto, a rinnovarne l’immagine e ad arricchire l’offerta culinaria di molti ristoranti. Si tratta, infatti, di un concorso culinario lanciato nel 2015 dal Consorzio Tutela Vini Montefalco, che invita gli chef di tutta Italia a presentare ricette inedite e creative, che abbiano il Sagrantino come ingrediente principale. Antipasti, primi e dessert, sono decine i piatti che nel corso degli anni sono stati presentati, venendo, poi, inseriti nei menù dei ristoratori che li avevano proposti.

Gustosi, ricercati, talvolta addirittura audaci. I concorrenti di “Sagrantino nel piatto” hanno creato un perfetto connubio tra innovazione e tradizione in un settore, quello del food & beverage, che pesa tra il 25 e il 35% della spesa turistica totale.

Tra le ricette proposte più interessanti, vanno segnalati i piatti dei due vincitori dell’ultima edizione, ovvero, il primo dello chef Carla Amagliani, che ha proposto spaghetti di grano antico saltati in padella con Montefalco Sagrantino e consommé ristretto d’oca, serviti con una soffice spuma di Parmigiano Reggiano BIO 22 mesi; e il dolce dello chef sommelier Daniel Marzotto, a base di riso stracotto in un Montefalco Sagrantino DOCG e accompagnato da una mousse dolce di ricotta di capra e soffio di bufala, decorato con gel di Sagrantino, meringhe al Sagrantino e rapa rossa, sfere di mela Golden e cerfoglio.

Il Consorzio Tutela Vini Montefalco nasce, nel 1981, dalla volontà dei produttori di Montefalco di riunirsi in un Consorzio di Tutela che coordinasse le aziende della zona nella costante ricerca della qualità e nella valorizzazione dei vini del loro territorio. Il Consorzio ha il compito di garantire gli elevati standard di produzione, di guidare i produttori localiin un costante miglioramento qualitativo e di promuovere, insieme a Montefalco Sagrantino DOCGe Montefalco Rosso DOC, tutti i vini prodotti nel territorio.

Per saperne di più: http://www.consorziomontefalco.it


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la cipolla bianca di margherita segni particolari igp 01
Il 10 aprile 2018, nella sede romana dell'Aicig (associazione italiana consorzi indicazioni geografiche), Giuseppe Castiglione, presidente del Consorzio di valorizzazione e tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp unitamente a Ruggiero Piazzolla agronomo e Antonio Russo produttore, ha spiegato le caratteristiche di questo ortaggio la cui produzione è rimasta immutata da secoli e ha illustrato gli obiettivi del Consorzio per i prossimi anni. Un'eccellenza gastronomica che ha ottenuto due anni fa il marchio di indicazione geografica protetta e viene coltivata in Puglia. Il Consorzio di tutela è costituita da 20 aziende di produttori di cui 2 coperative di produzione e 4 aziende di commercializzazione.

Una delle caratteristiche principali della Cipolla di Margherita Igp è che viene prodotta non sul terreno,come si usa abitualmente, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interessa ambientale, tutelata da una convenzione internazionale, nei territori compresi tra Margherita di Savoia, Zapponeta e Manfredonia (Bat e Foggia).

Le prime tracce di commercializzazione risalgono agli inizi del 1800 ma è a partire dalla metà del secolo scorso che questo prodotto ha preso piede, arrivando nei mercati ortofrutticoli di tutta Italia. Oggi viene coltivata nello stesso modo: i semi si ottengono piantando bulbi selezionati su un terreno sabbioso, poi le piantine ottenute si trapiantano e si proteggono con la paglia dall'erosione del vento. Vengono poi raccolte a mano per non danneggiare la cipolla. Quattro gli ecotipi: la marzaiola o aprilatica (schiacciata ai poli), la maggiaiola (più tondeggiante) la giugnese e la lugliatica (rotonde
Attualmente sono circa 250 i piccoli produttori della Cipolla Bianca di Margherita Igp e coltivano ogni anno circa 200 ettari per una produzione totale di 75.000 quintali e un volume di affari di circa 8 milioni di euro.

«La nostra cipolla è rimasta sempre la stessa negli ultimi due secoli – ha commentato Giuseppe Castiglione - è versatile, si presta bene per ogni tipo di ricetta, dagli antipasti ai primi piatti, dai secondi alle zuppe, fino alla confettura a base di cipolla da abbinare con i formaggi. Cotta si abbina a numerose ricette, in particolare ai secondi piatti, anche se cruda “esprime” al meglio il suo sapore. Facendo un bilancio dei due anni trascorsi dalla costituzione del Consorzio – ha dichiarato Castiglione - possiamo affermare che i mercati e la grande distribuzione stanno dimostrando sensibilità per il nostro prodotto a qualità certificata. I numeri del 2017 per la certificazione e vendita della Cipolla bianca di Margherita Igp sono stati incoraggianti, arrivando a 22.164 quintali, il 30% in più del 2016. Siamo convinti che con le opportunità offerte dal marchio Igp si possano aprire nuovi mercati. L’obiettivo per il 2018 è mantenere questa percentuale di crescita».

«La Cipolla Bianca IGP - ha continuato il Segretario Generale di Aicig - Leo Bertozzi - è l’espressione dell'eccellenza di un sistema Dop e Igp che a livello europeo conta ben 1398 IG food, di cui 294 soltanto in Italia tra Dop, Igp e Stg. E' un esempio di come i fattori ambientali ed umani, determinino le caratteristiche specifiche del prodotto e di fondamentale importanza è il ruolo del Consorzio che deve tutelare, valorizzare e promuovere tale eccellenza. Il contesto associativo di Aicig permette di confrontare le specificità dei diversi prodotti e contesti produttivi, in modo da accrescere sempre più lo strumento dell'Indicazione Geografica come valorizzazione del prodotto territoriale».

Alla conferenza stampa era presente anche lo chef Salvatore Riontino che per l’occasione ha preparato alcune ricette a base di specialità pugliesi.


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