Il Collegio Innocenziano fu voluto da Papa Innocenzo X^ Pamphilj per accogliere i giovani che intendevano intraprendere la carriera ecclesiastica, provenienti dai feudi di famiglia, in Via dell’Anima proprio alle spalle del Palazzo nobiliare di Piazza Navona. Anche questa costruzione fu realizzata su progetto di Francesco Borromini che ne curò, inoltre, le decorazioni interne nei modi e nelle forme, sia in prestigio che dignità, per accogliere tanto la nobile famiglia che il Papa in persona che si fece predisporre anche una via di fuga qualora vari pericoli incombenti ne avessero minacciata la sicurezza. Oggi tutto questo, trasformato in hotel cinque stelle, accoglie turisti in visita alla città di Roma. Da qualche giorno alcuni spazi di questa prestigiosa residenza, appositamente predisposti, accolgono le opere d’arte realizzate da artisti contemporanei strategicamente selezionate dalla Galleria d’Arte Eitch Borromini per mettere in dialogo l’arte antica con quella contemporanea in un mix di grande impatto visivo a beneficio tanto degli ospiti che degli occasionali visitatori.

presenze assenze una mostra allestita dall hotel heitch borromini nel collegio innocenziano 01

Opere in mosaico policromo di Francesca Merola. La giovane artista è allieva del maestro Costantino Buccolieri dal quale apprende la tecnica musiva studiando e riproducendo i classici antichi della nostra cultura.

Il percorso espositivo parte dal chiostro al piano terra e prosegue fino al quarto piano dell’edificio dove sia i corridoi che le sale ricevimento sono una raffinata cornice alle opere esposte appositamente studiate per i diversi ambienti raccontati attraverso la pittura, la scultura, il mosaico e la fotografia. La curatrice stessa Sveva Manfredi Zavaglia scrive nel catalogo di questa sua realizzazione: “La mostra unica nel suo genere, è impaginata con un allestimento piuttosto all’avanguardia nella quale si unisce il passato al presente per consegnare alle generazioni future il senso del tempo dato dall’arte. Sono circa sessanta le opere che meritano di vedere la luce in uno spazio così altamente internazionale. Alcune già note al pubblico, altre più inedite, ma tutte nate per diventare qualcosa che porti a una ricognizione collettiva e simbolica. Rimbalza tra Presenze Assenze, l’essenza del tempo nella ricerca artistica dei cinque artisti. Il loro mondo interiore trova una collocazione appropriata al progetto che attraversa nello spazio tempo un viaggio fatto di presente e memoria”.

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Quirino Cipolla: “Passion”. Polistirolo resinato; 2015 - cm.120X95X53 – Opera ripresa dalla terrazza panoramica detta “La Grande Bellezza”. Il campanile che si vede sul retro della scultura appartiene alla chiesa di Sant’Agnese in Agone.

Da tenere presente che nel corso del lungo periodo espositivo sono previsti incontri e performance con gli artisti. In occasioni particolari sarà possibile anche ammirare la terrazza più alta dell’edificio, chiamata la“Grande Bellezza”, fiore all’occhiello del Hotel Heitch Borromini. Da lì si può godere di un panorama mozzafiato su Piazza Navona e la Città Eterna.

Indispensabile per una corretta fruizione della rassegna è il catalogo edito a cura della Galleria d’Arte Eitch Borromini con la partecipazione di Caffè Paranà, pagine 55 costo €.15,00, ricco di foto a colori e preziose schede scientifiche ed anagrafiche tanto sugli artisti quanto sulle loro opere in esposizione.

INFO: Roma, Via di Santa Maria dell’Anima, 30. Fino al 17 settembre 2017 con ingresso gratuito. Orari: da lunedì a domenica con orario 10.30-20.00, consigliata la prenotazione della visita. Telefono: +39 06 686 1425.  Informazioni per e.mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Foto © Donatello Urbani 


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la bellezza scolpita franca florio nel ritratto di pietro canonica 01

Poche volte, forse mai a Roma, è stato reso omaggio alla bellezza femminile presente in una sola persona con due grandi rassegne d’arte contemporaneamente. Indiscussa protagonista di questo eccezionale evento in due diverse mostre: una al Vittoriano nella rassegna antologica di Giovanni Boldini e l’altra al Museo Pietro Canonica, è Donna Franca Paola Jacona di San Giuliano, coniugata con Ignazio Florio, donna bellissima, da tutti considerata la “Regina di Palermo”, adulata ed amata da artisti quali D’Annunzio e dallo stesso Boldini.

Di lei, su commissione del marito, lo scultore Pietro Canonica realizzò, all’indomani delle nozze avvenute l’11 febbraio 1893, un ritratto scultoreo che avrebbe dovuto segnare il suo ingresso ufficiale nei salotti della grande finanza e dell’aristocrazia palermitana, della quale la famiglia, i baroni Jacona di San Giuliano, discendenti da viceré spagnoli, ne erano già da lungo tempo, prestigiosi rappresentanti. Questa meravigliosa opera d’arte segnò per Donna Franca Florio l’assunzione del ruolo da protagonista della vita mondana e della scena culturale, sportiva ed artistica della città. Oltre un secolo prima identico evento avvenne a Roma e in quella occasione i protagonisti furono la principessa Paolina Borghese, sorella di Napoleone Bonaparte e moglie di Camillo Borghese e lo scultore Antonio Canova. Il destino, in questa occasione cattivo protagonista, riserverà ad entrambe un futuro amaro. Paolina seguì da Roma il tragico destino del fratello esiliato a Sant’Elena dopo Waterloo, mentre Donna Franca subì le vicende legate al crollo dell’impero finanziario dei Florio dopo la grande crisi economica del 1929. Entrambe, però, non sono state sconfitte da queste tragiche vicende e tutt’ora conservano da protagoniste l’importante ruolo avuto negli anni passati. Ruolo che non è venuto mai venuto meno come testimoniato dalle due splendide scultore collocate, caso fortuito del destino, a breve distanza fra di loro: Paolina nella Galleria Borghese, Donna Franca nel Museo Canonica a poche centinaia di metri.

Il tempo, nuovamente protagonista nella statua di Donna Florio, ne aveva reso necessario un intervento conservativo oltre la ripulitura. Entrambe le operazioni sono avvenute servendosi delle più moderne e sofisticate tecnologie, con buon successo grazie all’intervento economico della Fondazione Paola Droghetti onlus. Nell’occasione della presentazione ufficiale del restauro, è stata allestita nello stesso Museo Canonica, una rassegna con opere d’arte dal titolo “Memorabilia della Targa Florio, nella quale sono esposte opere che testimoniano, anche in pittura, il ruolo ricoperto dalle arti di quegli anni. Una particolare attenzione, grazie anche ai nuovi movimenti- avanguardie- quali il “Futurismo” che di lì a poco avrà il suo battesimo, è stata prestata alle attività sportive patrocinate dai Florio, quali la gara automobilistica “Targa Florio” che, nella sua prima edizione del 1906, avrà per madrina la stessa Donna Franca.

Dopo questa prima esposizione la scultura di Donna Franca Florio affiancherà il bellissimo e famoso dipinto nella rassegna al Vittoriano di Giovanni Boldini per poi ritornare in via definitiva e permanente nella sua sede originaria al Museo Pietro Canonica. Qui la fisicità flessuosa della dama così come la sua fisionomia altera e alquanto misteriosa tornerà ad incantare i visitatori e testimoniare che l’arte, ancora una volta di più, non testimonia solo la bellezza ma sa andare molto oltre i confini che la tradizione le ha imposto.

INFO: Roma, Museo Pietro Canonica, Viale Pietro Canonica (Piazza di Siena) 2, Villa Borghese. Ingresso gratuito. Informazioni: Tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 19.00) www.museocanonica.it; Twitter: @museiincomune www.museiincomune.it, www.zetema.it

Foto © Donatello Urbani 


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