la fondazione ferrero ospita la grande collettiva dal nulla al sogno 01

Ad Alba, dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019 si potranno ammirare opere di grandissimo livello, presentate in una sequenza tematica che riflette i concetti esemplari della poetica nichilista del Dadaismo e di quella propositiva del Surrealismo: il caso, il brutto, il sogno, l’inconscio, il rapporto con l’antico, il legame tra arte e ideologia.

In occasione della mostra, molti dei capolavori del Museo Boijmans Van Beuningen sono stati trasferiti alla Fondazione Ferrero dove, la maggior parte delle opere sarà esposta in Italia per la prima volta in assoluto. Come spiega il curatore, Marco Vallora: «In un’esposizione profondamente ragionata ed articolata, la Fondazione presenta una nuova mostra internazionale in occasione del suo appuntamento biennale con la grande arte. Questa mostra unica nel suo genere si distinguerà da quelle precedenti, in quanto includerà anche libri, poesie e riviste, tutti legati ai due movimenti, unitamente a opere pittoriche e scultoree innovative e spesso rivoluzionarie, altamente evocative e di grande rilevanza storica».

Grazie alle opere concesse in prestito dal Museo Boijmans Van Beuningen, saranno esposte tre versioni diverse delle Boîtes (“scatole”) di Marcel Duchamp (La boîte verte, La boîte-en-valise, À l’infinitif). A partire dagli anni ‘30 del Novecento Duchamp cessò di essere un artista, diventando all’apparenza un semplice giocatore di scacchi e, in queste scatole, egli ripose tutta la sua scandalosa oeuvre, mosso dall’intento polemico e sarcastico di distruggere l’idea di genio artistico, rimpiazzando la pomposa esposizione museale con una semplice valigetta, pronta a seguire il suo nomadismo costituzionale e la sua caustica, corrosiva ironia.

Attraverso la parola shock “nulla”, il titolo della mostra mira a sorprendere e affascinare, ma anche a perseguire uno dei capisaldi più radicali del programma dadaista. Non solo basato sul caso e sul rifiuto del concetto di artista onnipotente e maestro padrone della sua opera, il Dadaismo segue altresì le regole dell’azzardo e del gioco, e in particolare, protende verso la negazione dell’arte stessa, il rigetto della bellezza da museo, e con i suoi ready-made, verso il rifiuto dell’arte decorativa e rassicurante. Al contrario, l’opera d’arte, che ormai non è quasi più né un’opera né arte, deve suscitare sentimenti d’inquietudine, turbamento e in particolare, insinuare dubbi nello spettatore. L’esposizione include inoltre Man Ray, Arp e un’eccentrica e provocativa tela del dandy spagnolo naturalizzato parigino, Francis Picabia.

Spostandosi verso il Surrealismo e il suo mondo onirico, troviamo i disegni preparatori e uno straordinario dipinto di Salvador Dalí ispirato al libro di Raymond Rousell New Impressions of Africa. Un’altra importantissima opera è costituita dai Chants de Maldoror del Comte de Lautréamont, illustrati sia da Dalí sia da Magritte. Man Ray nell’opera L’enigme d’Isidore Ducasse, nascose una macchina da cucire Singer sotto la coperta di un’asse da stiro, forse un omaggio a Winnaretta Singer, grande mecenate del movimento e delle pellicole in mostra, ma certamente anche un tributo alla famosa massima di Lautréamont:«Bello come l’incontro fortuito su un tavolo di dissezione di una macchina da cucire e di un ombrello».

La parte della mostra dedicata ai Sogni simboleggia una sorta di nuovo inizio dopo l’annichilimento e il rifiuto radicale dell’arte perpetrato dai dadaisti. Per questo motivo, la parola “sogno” significa qui libertà, spensieratezza, ma anche introspezione e penetrazione dell’inconscio. Tutto ciò si riflette nei dipinti di scenari sommersi di Yves Tanguy, nelle creazioni visionarie di Victor Brauner, nelle bambole sadomasochistiche di Hans Bellmer, nelle fotografie di Claude Cahun, e nelle teche di un poeta-artigiano quale Joseph Cornell.

Il Museo Boijmans Van Beuningen
Situato nel cuore di Rotterdam da ben 170 anni, il Museo Boijmans Van Beuningen si distingue da sempre per il suo carattere eclettico. Il museo prende il nome da due importanti collezionisti: Frans Boijmans e Daniël George van Beuningen, i quali hanno contribuito ad arricchire la collezione di molti capolavori. Al momento, il museo sta accrescendo la propria superficie espositiva attraverso la costruzione di un deposito di alto profilo: nel 2021, sarà infatti inaugurata la nuova dimora che andrà ad ospitare la collezione del museo – attualmente composta da 151.000 opere – e che sorgerà a fianco del museo principale. L’edificio, progettato dallo studio di architettura olandese MVRDV, sarà il primo deposito ad essere interamente aperto al pubblico - un primato mondiale del quale andiamo particolarmente fieri.

Il catalogo della mostra è a cura di Silvana editoriale.

Fondazione Ferrero: Un centro di attività vitale e durevole
Presieduta dalla signora Maria Franca Ferrero, la Fondazione concretizza un’idea del Cavaliere del Lavoro Michele Ferrero, figlio di Pietro che nel 1946, insieme col fratello Giovanni, fondò l’industria dolciaria oggi divenuta multinazionale. Da circa un ventennio, promuove e organizza esposizioni storico-artistiche caratterizzate da rigore scientifico e originalità ideativa di temi e percorsi. In questa prospettiva, la Fondazione Ferrero si avvale di generose e proficue collaborazioni scientifiche, a garanzia del valore dei singoli eventi e della loro effettiva realizzazione. Gli interessi e le azioni della Fondazione spaziano dall’età romana al XX secolo; i progetti possono essere consacrati a un singolo tema, illustrato da autori diversi - oppure a retrospettive di significativa rilevanza, in collaborazione con istituzioni e Musei nazionali e stranieri. Le mostre, oggi a cadenza biennale, contano decine di migliaia di visitatori che apprezzano l’alto valore qualitativo delle opere esposte e la gratuità dell’ingresso, espressione concreta della Responsabilità Sociale d’Impresa messa in atto dalla Famiglia Ferrero sin dagli esordi dell’attività imprenditoriale.

INFO:

Dal nulla al sogno. Dada e Surrealismo dalla Collezione del Museo Boijmans Van Beuningen. A cura di Marco Vallora
dal 27 ottobre 2018 al 25 febbraio 2019
Fondazione Ferrero - Strada di mezzo, 44 - 12051 Alba (Cuneo)
Ingresso libero

Orari di apertura:
Lunedì, mercoledì, giovedì, venerdì 15:00 - 19:00
Sabato e domenica: 10:00 – 19:00
Chiuso il martedì
e 24-25-31 dicembre 2018, 1 gennaio 2019
www.fondazioneferrero.com


archivio

inaugurata a milano la grande mostra romanticismo a cura di fernando mazzocca 01

Romanticismo sarà la prima mostra mai realizzata sul contributo italiano al movimento che, preannunciato alla fine del Settecento, ha cambiato nel corso della prima metà dell’Ottocento la sensibilità e l’immaginario del mondo occidentale.

La mostra, dal 26 ottobre 2018 al 17 marzo 2019 alle Gallerie d’Italia in Piazza Scala e al Museo Poldi Pezzoli, presenta 200 opere selezionate che ripercorrono il vivace confronto e dibattito culturale svoltosi tra l’Inghilterra, la Francia e i Paesi del Nord, soprattutto la Germania e l’Impero austriaco, a cui partecipò l’Italia, negli anni che vanno dal Congresso di Vienna alle rivoluzioni che nel 1848 sconvolsero il vecchio continente. Di queste ben 42 non sono mai state esposte prima d’ora: provengono per lo più da collezioni private e comprendono esemplari di Caffi, Hayez, Induno, Molteni; 14 opere inoltre non sono mai state viste in Italia e giungono dalle più importanti istituzioni museali estere, quali il Belvedere di Vienna e l’Ermitage di San Pietroburgo, da cui giungono capolavori di Friedrich, e la National Gallery di Londra che presta un dipinto di Corot.

In particolare, Milano - che tra le grandi città d’Italia è quella che ha avuto in quegli anni la maggiore vocazione europea - è stata uno dei centri della civiltà romantica, sia per quanto riguarda le arti figurative che sul versante letterario e musicale. Pensiamo alle esposizioni d’arte, ai grandi collezionisti, alle imprese editoriali, ai teatri - tra cui La Scala - e a protagonisti come Ugo Foscolo, Alessandro Manzoni, Gioacchino Rossini, Francesco Hayez e Giuseppe Verdi.

La mostra è articolata in 21 sezioni - 16 alle Gallerie d’Italia e 5 al Museo Poldi Pezzoli - che ripercorrono i temi più significativi dell’arte romantica - con i dipinti dei maggiori interpreti della pittura romantica: Francesco Hayez, Giuseppe Molteni, Giovanni Carnovali detto Il Piccio, Massimo d’Azeglio, Giovanni Migliara, Angelo Inganni, Giuseppe e Carlo Canella, Ippolito Caffi, Salvatore Fergola, Giacinto Gigante, Pitloo, Domenico Girolamo Induno. Tra le sculture spiccano i lavori di tre straordinari maestri: Lorenzo Bartolini, Pietro Tenerani e Vincenzo Vela. Non mancano grandi artisti di diversa nazionalità attivi in Italia, come Caspar David Friedrich, Franz Ludwig Catel, Jean-Baptiste Camille Corot, William Turner, Friedrich von Amerling, Ferdinand Georg Waldmüller, Karl Pavlovič Brjullov, che permettono di approfondire le relazioni intercorse tra il Romanticismo italiano e quello europeo.

Giovanni Bazoli, Presidente Emerito Intesa Sanpaolo, ha spiegato: “Le Gallerie d’Italia, il nostro museo nel cuore di Milano, hanno presentato in questi anni capolavori di varie epoche, attestando l’impegno di Intesa Sanpaolo nel promuovere la cultura e la conoscenza dello straordinario patrimonio d’arte del Paese. Da Hayez, a Bellotto e Canaletto, all’Ultimo Caravaggio, le grandi esposizioni ospitate alle Gallerie d’Italia si sono contraddistinte per alto profilo scientifico, unicità e respiro internazionale. Ne è ulteriore conferma la nuova mostra autunnale, la prima rassegna dedicata all’originale contributo dato dall’Italia al Romanticismo europeo e di cui Milano fu assoluta protagonista. In collaborazione con una prestigiosa istituzione, il Museo Poldi Pezzoli, attraverso 200 opere provenienti dai principali musei nazionali e internazionali, il percorso illustra un’appassionante stagione artistica e culturale, che vide l’Italia confrontarsi con la modernità alla ricerca di un’identità nuova”.

“Il Romanticismo, di cui Milano è stata protagonista indiscussa in Italia, - rammenta Gian Giacomo Attolico Trivulzio, Presidente Museo Poldi Pezzoli - trova nel Museo Poldi Pezzoli una straordinaria rappresentazione “immersiva”: i visitatori percorreranno le stanze del palazzo di Gian Giacomo Poldi Pezzoli (protagonista della cultura ottocentesca) per scoprire i dipinti e le sculture della mostra, per raggiungere infine la Wunderkammer dedicata a Dante, una delle testimonianze superstiti più emblematiche e affascinanti del Romanticismo nel nostro Paese. Non sarà solo una mostra artistica, voluta e organizzata con estrema perizia dalle Gallerie d’Italia e dal curatore Fernando Mazzocca, insieme al Museo Poldi Pezzoli, ma l’affresco che ritrae la vita culturale e l’atmosfera quotidiana della città nei decenni centrali del XIX secolo”.

A corredo di questa grande mostra un catalogo illustrato di Silvana Editoriale, con saggi del curatore e di Virginia Bertone, Omar Cucciniello, Lavinia Galli, Sabine Grabner, Stefano Grandesso, Francesco Leone, Isabella Marelli, Luisa Martorelli, Susanna Zatti, dedicati ai temi affrontati nella mostra e schede dedicate alle sezioni in cui è suddivisa.

Dal 26 ottobre 2018 al 17 marzo 2019. Gallerie d’Italia - Piazza della Scala 6 Milano - Museo Poldi Pezzoli Via Manzoni 12 Milano

Informazioni e prenotazioni
Gallerie d’Italia - Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Numero verde: 800 167619
Museo Poldi Pezzoli - Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Telefono: 02 79 4889/6334


archivio

Nice Social Bookmark

FacebookMySpaceTwitterDiggDeliciousStumbleuponGoogle BookmarksRedditNewsvineLinkedinRSS FeedPinterest
Pin It