Palati Raffinati

roccaverano dop nuovo nome e disciplinare 01

Latte crudo intero di capra delle razze Roccaverano e Camosciata Alpina e loro incroci, proveniente esclusivamente dall'area di produzione, proveniente da mungiture consecutive ed effettuate in un arco di tempo tra le 24 e le 48 ore.

Cambia il nome e il disciplinare ma non cambia la qualità del contenuto e la modalità di produzione: La Robiola di Roccaverano diventa semplicemente “Roccaverano DOP” e, da disciplinare, un formaggio al 100% caprino che non ammette percentuali di latte di mucca o pecora. 

La modifica è stata pubblicata recentemente sulla Gazzetta Ufficiale della Commissione Europea (Regolamento di esecuzione (UE) 2023/335 della Commissione, dell’1° febbraio 2023).

Unico al mondo. Pluripremiato. Utilizzato in molteplici ricette di chef stellati, il Roccaverano tiene alta l’asticella della qualità e nel disciplinare ufficializza una regola che lo contraddistingue da anni: la DOP è prodotta esclusivamente con latte di capra. Ed inoltre da quest’anno nel logo viene eliminata la dicitura “robiola”.

Invariato nel contenuto e nelle modalità di produzione, con il nuovo disciplinare il Consorzio e i produttori che ne fanno parte consolidano il proprio impegno all’insegna della qualità, limitando esclusivamente a quello di capra il latte utilizzabile. 

roccaverano dop nuovo nome e disciplinare 02

«Non si tratta di un nuovo limite: di fatto sono anni che produciamo il Roccaverano solo con il latte di capra, quello che mancava era che il regolamento lo riconoscesse», ha dichiarato commentando la modifica Fabrizio Garbarino, Presidente del Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP  (in foto) –, che ha così continuato: «abbiamo anche tolto il riferimento alla robiola, che nell'immaginario collettivo è un formaggio di latte vaccino molle e senza stagionatura, mentre il Roccaverano è un formaggio prodotto unicamente con latte di capra e ha una consistenza totalmente differente dalla robiola industriale e può essere stagionato anche per 3 o più mesi. Il cambiamento è nato da una scelta unanime delle aziende produttrici, tutte iscritte al Consorzio di Tutela, spinte dalla volontà di non creare confusione nei consumatori che si avvicinano alla nostra DOP».


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