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Sboccia la primavera che porta con sé un ventaglio di idee per trascorrere un long weekend nella capitale del Friuli. Con piacere condividiamo un fantastico programma per concedersi un weekend primaverile in questo meraviglioso territorio con tante storie da raccontare. Armonie, sapori e personaggi fantastici che vivono grazie alle tradizioni orali tramandate dalle generazioni passate.

Capitale storica del Friuli, Udine è una città tranquilla a misura d’uomo, detta anche la Venezia della terraferma. Multiculturale e accogliente, sempre animata da concerti, manifestazioni e rassegne. Va gustata a piccole dosi, passeggiando per le strette viuzze in acciottolato del centro storico, ammirando le facciate dei palazzi, soffermandosi davanti alle vetrine di negozi e botteghe artigianali, visitando gallerie d’arte, sorseggiando un “nero” (calice di vino) nelle tipiche osterie.

Vegliata in alto dall’angelo dorato di Santa Maria di Castello, la chiesa più antica, la città di Udine è sempre una sorpresa per i turisti. Centro di scambi e commerci sin dal Medioevo è naturalmente vocata all’accoglienza e al buon vivere. Le antiche intitolazioni di vie e piazze del centro rimandano infatti alla loro funzione di mercato. Sul colle, da cui si domina la maggior parte della pianura e della pedemontana friulana, sorge l’edificio rinascimentale più imponente della città, che ancora adesso si suole chiamare Castello in quanto sorge sui resti del precedente maniero, sede, nel tempo, del Patriarca di Aquileia e poi del Luogotenente veneziano. E proprio all’epoca del governo veneziano risalgono alcuni tra gli edifici che caratterizzano la città come la loggia del Lionello, la loggia di San Giovanni e la torre dell’orologio con i Mori, tanto da definire la piazza principale “la più bella piazza veneziana di terraferma”. Un tipico campiello veneziano appare anche piazza San Giacomo, il vero salotto cittadino, con la gente seduta ai tavolini dei caffè e i bimbi che si rincorrono nell’ampio lastricato. Gotico, Rinascimento, Barocco e stili più recenti si intrecciano armoniosamente nelle mille prospettive che rapiscono lo sguardo. Il trascorrere degli stili è piacevolmente riassunto nella cattedrale con opere di Vitale da Bologna, Pellegrino da San Daniele, Gian Battista Tiepolo e Giuseppe Torretti (solo per citarne alcuni) nella splendida cornice architettonica rivisitata ad inizio Settecento da Domenico Rossi. Il “Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo” ha sede nel Palazzo Patriarcale di Udine. Di struttura settecentesca - anche se poggia le sue radici nel Quattrocento - fu dal 1593 al 1751 la residenza dei Patriarchi d’Aquileia e oggi dell’arcivescovo. La collezione comprende circa 700 opere, tra cui gli affreschi settecenteschi di Giambattista Tiepolo, che decorò il soffitto dello Scalone d’onore, la Galleria degli ospiti e la Sala rossa per volere dell’allora patriarca Dionisio Dolfin. Tiepolo iniziò decorando il soffitto dello Scalone d’onore. L’affresco “Caduta degli Angeli ribelli” risale al 1726 ed è un’opera di illusionismo ancora barocco, attorniata da otto monocromi raffiguranti episodi della Genesi.

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Ma il fascino di Udine non si limita alle pregiate architetture: con le sue osterie tipiche, le vie dei negozi, i parchi e i giardini, la città offre ai suoi visitatori anche tante occasioni di svago ed escursioni nel verde. È, quindi, la meta ideale per un viaggio culturale o un fine settimana di relax in una cornice incantevole. Non resta che scegliere l’hotel più adatto al tuo soggiorno. Il posto giusto è il Là di Moret, un nome all’apparenza curioso, ma che non è altro che un soprannome con cui veniva chiamata la famiglia che da più di cinque generazioni conduce questa struttura con la stessa formula adottata dal patriarca Giovanni per un’accoglienza calorosa ma non invadente, la stessa che si riserva agli amici veri. L’ospitalità genuina e vivace, unita all’eccellenza dell’offerta gastronomica, hanno infatti reso il Best Western Plus Hotel Là di Moret Udine punto di riferimento di questa terra ancora poco conosciuta. Una lunga storia: la gestione tramandata di padre in figlio è alla quinta generazione coi figli di Franco, Edoardo e Federica. Oggi l’albergo è un quattro stelle dall'aspetto moderno, di 86 camere, con tanto di Spa e Centro convegni, facilmente raggiungibile dall’uscita Udine Nord dell’autostrada A23. Della tradizione intesa come recupero e valorizzazione di antichi saperi e sapori, l’Hotel Là di Moret ha fatto il suo cavallo di battaglia, sia nella proposta enogastronomica sia nei percorsi beauty & wellness con un’offerta che si integra armoniosamente con tutti i servizi: dalle camere con accesso diretto alla Spa,, ai cibi sani e nutrienti preparati dalla cucina.

Fiore all'occhiello del Best Western Plus Hotel Là di Moret è “il Fogolar”, ristorante più volte premiato e segnalato dalle più importanti guide gastronomiche italiane, il cui nome evoca il piacere dello stare insieme a tavola, mentre il caminetto acceso riscalda gli animi dei commensali. Un ambiente in cui coesistono armonicamente passato e presente e dove si gustano le creazioni di Stefano Basello, chef executive dal 2010. I suoi piatti sono creativi ed equilibrati e spiccano per gusto e piacere. La raffinata eleganza e la cura dei dettagli è naturale e inequivocabile, percepibile in ogni scorcio del locale, il cui soffitto è ricoperto da 550 Piatti del Buon Ricordo - associazione a cui questo ristorante aderisce dal 1968 -, unita alla perfetta organizzazione a cura del maître Renato Gazzola, completano l’insieme.

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Le proposte gastronomiche privilegiano ovviamente il territorio carnico, in un viaggio di gusto tra mare e terra, tra laguna e colline. Non mancano carni d’allevamento di primissima qualità, pesce, freschissimo, che arriva quotidianamente dalla vicina laguna di Marano e Grado, e i numerosi prodotti agricoli della ricca campagna friulana.
Questo talentuoso chef ha inoltre pensato di utilizzare la corteccia degli alberi abbattuti dal maltempo a Sappada per produrre il pane e spiega la sua idea.“E’ un pane molto particolare, fatto con farine di sussistenza e corteccia interna di abete rosso e abete bianco, che consente di mantenere il profumo di bosco. Essenza che vogliamo proporre e far assaporare ai nostri clienti. Il procedimento è lo stesso del pane normale ed è piuttosto semplice - ha detto lo chef -. Dobbiamo togliere la corteccia interna dagli alberi, farla essiccare e ricavarne la farina. Per noi questo vuole essere un regalo per le nostre montagne e per Sappada, un modo per caratterizzarla e farla ricordare al di là del tragico evento che l'ha colpita”.

Là di Moret
Via Tricesimo, 276
33100 Udine UD
Tel. 0432 545096
www.ladimoret.it


archivio

 

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