primo congresso internazionale il mondo dei probiotici 01

L’Institut AllergoSan ha tenuto a battesimo l’Associazione Italiana di Medicina Probiotica (ItPROM) che ha debuttato a Roma con un simposio internazionale.

Dopo Germania e Austria, l’Institut AllergoSan si fa promotore anche in Italia di un autorevole consesso internazionale dedicato alla ricerca sul microbioma intestinale. La prima edizione dell’evento, promosso dall’Associazione Italiana di Medicina Probiotica (ItPROM), si è svolto Roma e ha visto la partecipazione di studiosi di fama internazionale.

Dal 2009 l’Institut AllergoSan, con sede a Graz, in Austria, patrocina due rinomate organizzazioni internazionali: l’Associazione Austriaca di Medicina Probiotica (OePROM) e l’Associazione Tedesca di Medicina Probiotica (DePROM). Al loro interno, i più eminenti ricercatori dei due Paesi si sono votati allo studio, basato sulle evidenze, del microbioma umano e delle varietà batteriche che lo compongono.

L’Institut AllergoSan ha deciso di promuovere anche in Italia la nascita di un’Associazione che coinvolge esimi esponenti del mondo della scienza e della clinica. L’intento è quello di rafforzare la consapevolezza del ruolo primario che l’intestino e il microbioma intestinale rivestono per la salute di ognuno. La neonata Associazione Italiana di Medicina Probiotica (ItPROM) si propone, inoltre, di incentivare la ricerca scientifica sul microbioma umano e sull’impiego di probiotici e prebiotici di rilevanza medica, ma soprattutto di rendere accessibili le nuove conoscenze agli addetti ai lavori interessati ai temi della ricerca, della prevenzione e delle terapie specifiche povere di effetti collaterali tramite eventi formativi di alto livello. Il tutto nello spirito di una medicina mirante a combattere le cause e non solo i sintomi delle malattie.

La qualità dei prodotti dell’Institut AllergoSan, prima fra tutti la linea di probiotici OMNi-BiOTiC®, nota in tutto il mondo, non trova riscontro soltanto nel feedback spesso personale di tanti clienti entusiasti, ma anche nei numerosi riconoscimenti internazionali. Uno per tutti è il riconoscimento conferito a OMNi-BiOTiC® STRESS Release da NutraIngredients-USA, una delle più autorevoli fonti d’informazione per l’industria degli integratori alimentari di fascia alta: a soli due anni dall’ingresso sul mercato statunitense, il prodotto è stato valutato miglior probiotico dell’anno 2021. In aggiunta, già l’anno dopo è arrivata una seconda nomination nella stessa categoria per un altro prodotto: nel 2022, infatti, anche OMNi-BiOTiC® HETOX è entrato nella rosa dei finalisti del NutraIngredients-USA Awards.

Secondo Fabio Pace, Direttore dell’UOC di Gastroenterologia presso l’Ospedale “Bolognini” di Seriate (BG), «gli ultimi 15 anni di ricerca medica hanno visto l’avanzata inarrestabile della cosiddetta Rivoluzione del Microbiota, con la scoperta che moltissime (se non la totalità) delle malattie croniche non trasmissibili hanno origine nell’intestino, attraverso una serie di passaggi che iniziano con la disbiosi del microbiota, la successiva compromissione della barriera difensiva intestinale e la comparsa di infiammazione di bassa entità, o meta-infiammazione».

Sui motivi che hanno condotto alla fondazione di ItPROM, il Prof. Peter Malfertheiner, Presidente dell’Associazione Italiana di Medicina Probiotica (ItPROM), ha dichiarato che «la composizione e le molteplici funzioni del microbioma gastrointestinale esercitano un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute in generale e nella prevenzione delle malattie non solo circoscritte agli organi dell’apparato digerente. Ci sono, infine, opzioni terapeutiche rivolte alla cura di specifiche malattie attraverso la modulazione del microbioma gastrointestinale che riguardano lo stile di vita, fattori dietetici e una saggia scelta delle terapie probiotiche. Per far fronte a molte di queste domande e tenendo conto della continua evoluzione nel campo, abbiamo fondato l’Associazione Italiana di Medicina Probiotica (ItPROM) per lo studio e il continuo impegno educativo riguardante il microbioma e la terapia probiotica».

Per concludere, la Medicina Probiotica sta facendo enormi passi in avanti ma il suo cammino è reso più complesso non solo dalla scoperta continua di nuovi ceppi probiotici, i cosiddetti “next generation probiotics ma anche dalla relativa paucità di trials clinici ben disegnati ed indipendenti, che permettano di uscire dal pregiudizio sbagliato che “tutti i probiotici sono uguali”.


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101 congresso della societa oftalmologica italiana 01

Durante la conferenza stampa di presentazione del 101° Congresso SOI che si svolgerà a Roma dal 16 al 19 novembre 2022, il Presidente della Società Oftalmologica Italiana, Matteo Piovella si è rivolto al nuovo Governo affinché trovi soluzioni immediate per l’oculistica italiana a salvaguardia della vista degli italiani: “Nonostante la crisi delle risorse, il Governo deve agire con impegno per garantire l’accesso alle cure oculistiche salvavista a tutela di milioni di persone come viene fatto in altri paesi europei. L’Oftalmologia è l’ultima della fila, ghettizzata quale cura “elettiva” quindi non prioritaria né indispensabile. Quando arriviamo a chiedere il necessario da 25 anni non rimane un solo euro per i pazienti a rischio perdita della vista nonostante gli occhi siano gli organi più sofisticati dopo il cervello e ben 100 volte maggiormente complessi del cuore che ha solo funzione di pompa. Se volessimo parafrasare la Storia della Medicina oggi rappresentiamo la Cenerentola del Ssn: ogni decisione ogni azione dal 2000 sono state finalizzate al contenimento della spesa, introducendo il concetto di costo beneficio, col risultato che i cittadini sono costretti a pagare di tasca propria nel sistema maggiormente penalizzato al mondo dato che in Italia la politica ha deciso di non adottare la compartecipazione alla spesa. Risultato: un SSN allo sbando incapace di far fronte alle richieste e alle aspettative dei pazienti a rischio perdita della vista.”

“L’Oculistica non è considerata per mancanza di conoscenza dei risultati migliorativi che è capace di mettere in campo se adeguatamente sostenuta – ha continuato Matteo Piovella -e questo non dipende da inadeguatezza di tipo medico. Burocraticamente l’Oculistica non può accedere al Pnrr perché attività di tipo elettivo,quindi non salvavita e non si può avvantaggiare di nessuna priorità. Abbiamo carenze di cura anche per i pazienti affetti da maculopatie – ha continuato Piovella - ben il 70% di loro non accede a terapie adeguate solo per inadempimenti burocratici. Così come per la chirurgia della cataratta. Con i miglioramenti tecnologici disponibili l’intervento di cataratta – che nel 2019 ha raggiunto i 650.000 interventi, ed è l’83% dell’attività di una divisione di Oculistica, corregge tutti i difetti di vista sia quelli da lontano che quelli da vicino”.


“Dopo il Covid – ha aggiunto Piovella – è tornato imperativo la difficoltà di accesso alle cure. A un paziente che chiama per ricevere un appuntamento per una visita oculistica in ospedale gli viene risposto che le visite sono chiuse e avrà un controllo fra sei mesi. Per essere operati a una cataratta ci vogliono due anni al Nord e tre al sud. Secondo i dati OMS 2,2 miliardi di persone presentano penalizzazione della vista: 123 milioni a causa dei difetti di vista, 826 milioni a causa della presbiopia, 65 milioni per la cataratta e 7 milioni per il glaucoma. Impressionante ma ancor più incomprensibile che nessuno sia in grado di comprenderne la portata. Oggi in Italia colpevolmente si continua a considerare l’eliminazione dei difetti di vista con l’impianto di cristallini artificiali a tecnologia avanzata come una chirurgia a scopo estetico, non previsto, anzi combattuto dal Sistema Sanitario Nazionale. Entro il 2030 si prevede il raddoppio delle persone cieche. Tutto questo può essere evitato se si presterà attenzione a quanto è stato sottoposto alla politica da molti anni senza ascolto. Sono necessarie risorse economiche adeguate per garantire ai pazienti le nuove tecnologie e le terapie d’avanguardia. Occorrono 600 milioni per ammodernare attrezzature e tecnologie per una precisione diagnostica che solo qualche anno fa non si poteva ottenere e renderla accessibile a tutti. Inoltre in Italia la prevenzione manca e si è ulteriormente ridotta con la pandemia. IAPB Italia di cui la SOI è Socio Fondatore Tecnico al 50% riesce a malapena ad avere un contributo sufficiente solo a pagare i costi di sostentamento. La prevenzione in altri Paesi comporta investimenti inimmaginabili che danno adeguati risultati. E’ necessario un nuovo positivo approccio che tuteli tutti. Soprattutto i bambini i soggetti maggiormente complessi dal punto di vista oculistico che stanno suscitando l’interesse da parte di persone prive della necessaria preparazione che possiede invece solo il medico oculista. Di questo bisognerà farsene carico almeno nell’informare le famiglie. Oggi abbiamo delle chirurgie molto più sicure, molto più efficienti e siamo in grado di far tornare a vedere un numero impressionante di persone. Ma cosa serve se il SSN è fermo all’anno 2000? Che serve illustrare nelle conferenze stampa gli straordinari aggiornamenti scientifici e tecnologici a nostra disposizione se poi nessuno ne può trarre beneficio per se e la sua famiglia?”

“Abbiamo chiesto 600 milioni di sostegno economico per adottare le nuove tecnologie – ha sottolineato il presidente Soi, Matteo Piovella – sappiamo che nel sistema sanitario nazionale che è sofferente sono impegnati solo 1.500 medici oculisti dei 7mila presenti, dobbiamo fare un salto di qualità, dobbiamo prevedere delle open door per persone selezionate a rischio perdita vista perché non è possibile che debbano aspettare 3-4-5 mesi per una visita”.

“In questo 101esimo congresso della Soi – ha concluso il presidente – bisogna concentrarci nel finalizzare le nostre capacità. Abbiamo gli strumenti, sappiamo cosa dobbiamo fare, ma occorre renderlo disponibile a tutti”.


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