Palati Raffinati

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Al Portico d'Ottavia, cuore del ghetto ebraico, dal 6 all'8 aprile in 12 ristoranti menù degustazione a 35 euro con le più gustose ricette della cucina giudaico romanesca a base del re degli ortaggi

"Semo romani, ma romaneschi di più" - cantava Lando Fiorini- ma soprattutto lo è chi è andato, almeno una volta nella vita, al Portico d'Ottavia, nello storico Ghetto ebraico, per gustare un carciofo alla giudia.

Per tre giorni, Roma celebra il re degli ortaggi con il primo Festival del Carciofo Romanesco con il coinvolgimento di 12 ristoranti del quartiere con gustosi appuntamenti a pranzo e a cena e con incontri con chef, storici della gastronomia, nutrizionisti e con vari momenti di approfondimento.

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A promuovere l'iniziativa sono stati la Confesercenti Roma e Lazio, il Centro Agroalimentare Romano e la Camera di Commercio di Roma AgroCamera con il patrocinio dalla Regione Lazio, di ARSIAL, l'Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, dell’Assessorato all'Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei rifiuti del Comune di Roma e del I Municipio. Non è mancata la collaborazione di Coldiretti Lazio, presente al Portico D'Ottavia con una postazione e una mostra delle più pregiate cultivar di carciofi.

La manifestazione, presentata all'Universitas Mercatorum di Palazzo Costaguti, vuole essere un omaggio al quartiere e alla città che vuole risvegliarsi dalla pandemia che ha azzerato il turismo, come hanno detto tanti rappresentanti delle istituzioni laziali e capitoline, analisti, storici e interpreti delle tradizioni cittadine.

"Questa iniziativa mette in primo piano il valore e i riferimenti culturali ed anche economici di questa città - ha detto il giornalista Daniel Della Seta nella veste di presentatore, al taglio del nastro, - e per questo non vuole essere soltanto una sagra. Infatti ne è stato fortemente coinvolto il tessuto agricolo e imprenditoriale della città e soprattutto il settore della ristorazione, in affanno da tempo".

Riscoprire le tradizioni, le ricette e i prodotti del territorio, anche riproponendole in chiave moderna e innovativa, è un’opportunità da non sottovalutare, come ha sostenuto Claudio Pica, presidente Fiepet Confesercenti Roma e Lazio, elogiando lo sforzo di tutti gli ideatori e i sostenitori del Festival. "Sono i ristoratori - ha detto- gli ambasciatori finali di tutto il buono di Roma che con tutta la sua provincia è il primo polo agroalimentare d'Italia. Grazie al loro impegno, inoltre, questa iniziativa è stata progettata e attuata in un tempo limitatissimo".

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Il Festival del Carciofo Romanesco è il primo di una serie dedicata ad altri prodotti degli orti e dei pascoli dell'Agro Romano che si svolgeranno in altri quartieri storici della Città Eterna e che avranno cadenza annuale.

Il carciofo romanesco è diverso da tutti gli altri che crescono in tutta la fascia costiera del Lazio, per forma, sapore e anche bellezza, perchè fritto e croccante sa trasformarsi in una rosa e pulirlo nel modo giusto -anzi "caparlo" come si dice a Roma- richiede una certa abilità. E proprio al Portico D'Ottavia, in quest'area della città inglobata tra reperti archeologici, sono nate alcune grandi ricette della cucina giudaico-romanesca.

Angelo di Porto, presidente dell'Associazione Portico d'Ottavia e vice presidente di Confesercenti Lazio ha esposto il programma dei tre giorni. "Proprio qui, in questo quartiere- ha detto- sono nate tante ricette, passate attraverso tradizioni secolari tramandate di generazione in generazione. In particolare nei suoi ristoranti si valorizza un patrimonio storico-culturale che affonda le sue radici nella cucina povera dei secoli del Ghetto, quando gli ebrei furono costretti a fare di necessità virtù e a trarre il meglio da ciascuna situazione, a partire dall’alimentazione, dal consumo del pesce povero e delle verdure. Pertanto proporremo anche piatti di carciofi con tutte le varianti: come la vignarola, le fettuccine cernia e carciofi, l'abbacchio e coratella con carciofi, la concia, e auspichiamo che questo diventi un appuntamento fisso per il quartiere. La cucina romana, sempre nell'ambito di quella italiana, secondo una ricerca di Trip Advisor, è quella più amata nel mondo. Soprattutto per alzare la qualità dell'offerta non si può prescindere dalla tracciabilità del prodotto anche nel piatto più semplice".

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Anche per l'assessore all'agricoltura del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi, bisogna ricondurre il cibo alla cultura identitaria del popolo da cui proviene. "Dobbiamo costruire un marchio - ha detto- lavorando sulla filiera e sviluppando una proposta di eccellenze guardando ad un nuovo modello di turismo, più maturo e consapevole". Tradizione in primo piano, dunque, da rivalutare e far conoscere ma anche innovazione, in una visione contemporanea.

Così alcuni maestri gelatieri come Giorgio Banchi, Cristian Monaco e Roberto Troiani hanno messo a punto per l'occasione un sorbetto al carciofo con mentuccia romana che viene servito come dessert mentre è un vino irpino pluripremiato, il Terre di Petrara, ad essere proposto per gli abbinamenti.

Il carciofo è buono ma soprattutto è un cibo sano e del benessere- come ha sottolineato Silvia Migliaccio, presidente della Società Italiana Scienze dell'alimentazione. “Ha poche calorie - ha sottolineato- appena 22 per 100 grammi edibili ed è ricco di fibre che rallentano l’assorbimento dei carboidrati. di sali minerali, potassio ed è benefico per il fegato che è la nostra centralina metabolica, grazie al polifenolo Cinarina".

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Sarà perchè Cynara era una ninfa bellissima che fece innamorare Zeus che per gelosia la trasformò in carciofo, sarà perchè i cuochi del Ghetto stanno già dando il meglio del loro repertorio, fino a domani trionfi di carciofi e piatti gustosi accoglieranno i visitatori. In tutto il Portico domina il claim a rime: “La storia è tutta mia, gusto e fantasia, solo qui c’è la magia del carciofo alla giudia.” Questi i ristoranti che hanno aderito alla manifestazione: Ba'Ghetto, Nonna Betta,Pollaria, Casalino, SuGhetto, La Taverna del Ghetto, Bellacarne Kosher grill, Sheva, Il Giardino Romano, Giggetto al Portico D'Ottavia, , Renato al Ghetto, Yotvata. Il menu, a prezzo fisso (35 euro, bevande escluse) prevede una degustazione dei più famosi piatti giudaico romaneschi a base di carciofo che cambia ogni giorno secondo la fantasia dei titolari.

www.festivaldelcarcioforomanesco.com - www.romaincampagna.it 

Foto: ©Mariella Morosi


 archivio

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