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quest anno il grand hotel rimini spegne 110 candeline 01 

Il Grand Hotel Rimini, luogo fisico e immaginifico grazie ad Amarcord e a Fellini, monumento nazionale dal ‘94, compie 110 anni e li celebra con una serie di iniziative allargate alla città. 

“Da albergo a monumento, così abbiamo realizzato un sogno”. Quando lo abbiamo acquisito, dieci anni fa - esordisce Paola Batani, Ceo di Batani Select Hotels -, eravamo convinti che questo hotel fosse davvero il più bello che potesse esserci comprendendo subito che non era solo un albergo, ma un monumento che porta con sé molte storie: l’atmosfera felliniana, gli ospiti illustri nelle varie epoche, la storia della città balnerare. Quando decise di comprarlo, per il mio babbo Antonio era come una bella donna, da conquistare”.

Martedì 26 giugno si è avuta “L’Ouverture de la Terrasse d’été”: 10 Chef internazionali guidati dalla regia dell’executive chef Claudio di Bernardo, per la spettacolare inaugurazione del Gran Buffet Estivo sulla terrazza. L’evento si ripeterà ogni Martedì, Giovedì e Sabato per tutta la stagione estiva.

Martedì 3 luglio verrà presentato il volume dedicato alla storia di questo Hotel unico al mondo, mito, sogno, monumento nazionale dal1994. Sono questi alcuni dei temi trattati dal libro “GRAND HOTEL: RIMINI IL MITO. Dall’Ostenda d’Italia al simbolo dell’hôtellerie futura” curato da Letizia Magnani ed edito da Minerva edizioni. Da
Il 3 e 5 Luglio parte l’anteprima della lunga Notte Rosa. Sarà una notte magica, in abito da sera, sulla terrazza, per rievocare i fasti e il turismo dell’alta società degli anni Venti, della Belle Époque e di quel periodo affascinante che seguì immediatamente l’inaugurazione, avvenuta nel luglio del 1908. Allora era il “Comitato dei festeggiamenti” guidato dal cavaliere Camillo Duprè, già sindaco di Rimini, ad animare la terrazza più famosa e chic d’Europa, oggi è una rassegna di eventi aperti all’intera città per rendere questo evento unico, con momenti da sogno, indimenticabili. Giovedì 5 luglio sarà visitabile l’esposizione allestita nella sala “Tonino Guerra” dal titolo “110 anni di storie di viaggi”, un percorso nei saloni del Grand Hotel.

Giovedì 12 luglio, 9 e 23 agosto la “Corsa nella storia” porterà i runner nel centro storico. Venerdì 20 luglio e 24 agosto sarà la volta di un esclusivo beach party, con dj set, aspettando il tramonto. Titolo della serata sarà “Dal mare alle stelle”, percorsi gastronomici in riva al mare. Mercoledì 1 agosto cena sotto le stelle in un’atmosfera romantica e liberty, davvero di altri tempi.

Venerdì 31 agosto, chiude il calendario di eventi sportivi celebrativi una “Pedalata nella storia”: nel contesto del Bike Fest, organizzato sul Piazzale Fellini, si farà un raduno e biciclettata per 110 persone, giornalisti e VIP, con partenza e arrivo nel giardino del Grand Hotel.

Cultura dell’ospitalità
“La città sta molto cambiando, abbiamo in corso progetti di restyling urbano che ne cambieranno il volto e il Grand Hotel è parte di questa volontà di fare di Rimini una città d’arte oltre che di mare - osserva il sindaco, Andrea Gnassi -. E’ per noi un simbolo, un luogo di cultura che racconta oltre un secolo di storia italiana e di turismo. E’ come un viaggio, dagli esordi dei ‘bagni di mare’ curativi all’oggi delle significative trasformazioni che stiamo portando avanti”. Rimini, tra i diversi progetti, cambierà completamente il lungomare, trasformandolo in un parco pedonale. Per Andrea Corsini, assessore al turismo dell’Emilia Romagna, la storia dell’albergo diventato monumento nazionale nel 1994 è un fregio per la Regione e rappresenta la capacità d’innovare delle imprese: “Il turismo emiliano-romagnolo è innovazione sulla quale s’inserisce il bene immateriale della cultura dell’ospitalità - sottolinea -. Ospitiamo al Grand Hotel diverse delegazioni durante l’anno e ogni volta che entriamo nei suoi saloni ci batte il cuore e sale l’emozione”.

La storia
Costruito nel 1908 da Smara, società che il Comune chiamò per realizzare “il turismo della distinzione”, è stato disegnato dall’architetto svizzero di origini uruguayane Paolo Somazzi. Federico Fellini l’ha trasformato in un mito globale con la pellicola Amarcord, scegliendolo come protagonista dell’intero film e chiamandolo la “vecchia Signora”. Sulla terrazza di quell’“astronave bianca”, simbolo del miglior turismo internazionale, i giovani ballano tenendo fra le braccia nessuno. Roberto Benigni nel 1991 l’ha scelto set del suo ironico “Johnny Stecchino”, con una celebre scena nella lobby, in cui la protagonista-moglie nella vita, Nicoletta Braschi, recita ricordando l’eterea Giulietta Masina, consorte di Fellini.


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