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le domande della fiavet lazio al nuovo governo 01

E’ lecito, alle vigilia della imminente tornata elettorale, chiedere agli schieramenti in lizza per il governo regionale (Lazio) e nazionale, quali siano le rispettive posizioni in merito ad un settore di rilevanza importanza economica, come il turismo? Per Fiavet Lazio, l’Associazione Imprese Viaggio e Turismo della Regione Lazio, non solo è lecito ma legittimo. Occorre capire quale sia l’approccio dei vari partiti o coalizioni, quali siano le priorità, quale sia il grado di conoscenza delle problematiche che affliggono il settore e, soprattutto, come risolverle.

Per rispondere a tutte queste domande, l’Associazione ha convocato una conferenza stampa il cui scopo era quello di ufficializzare, ammesso che ce ne fosse bisogno, le necessità immediate e future del settore ed inviare un segnale concreto a chi dovrà poi gestirle.

Il presidente della federazione regionale Ernesto Mazzi, unitamente ai consiglieri Ezio Biagioli e Paolo Tsimbirlis durante la conferenza stampa svoltasi a Roma il 1 marzo 2018 ha fatto presente, tra le altre cose, l'urgenza dell'istituzione del Ministero del Turismo, di un concorso per direttore tecnico di agenzie di viaggio che da molti anni non viene fatto dalla Regione per mancanza di soldi, del lavoro giovanile proponendo di abbattere i limiti di età nei contratti a chiamata.  C'è poi la questione dell'Iva da riformare a livello europeo per il rilancio della  nostra competitività. E' infatti preoccupante il fatto che alcune multinazionali del settore turistico stanno per lasciare  l'Italia per stabilirsi in altri Paesi europei dove il costo del lavoro e la fiscalità sono più bassi.

Un  punto centrale è la “Legge Regionale” che secondo Mazzi deve essere riscritta. “Come è possibile, si chiede, che le leggi regionali che governano il settore siano così diverse l’una dall’altra? Qualche anno fa ci furono contatti con l’Agenzia Regionale, ma poi non se ne fece nulla. E’ ora di intervenire partendo dal presupposto che fra i punti da regolamentare figurano le “Professioni” e i “Pacchetti Turistici”.

Altro punto caldo  è quello della “Formazione”. “Oggi - ha dichiarato  ancora il Presidente di Fiavet Lazio - gli Istituti Tecnici per il Turismo hanno perso molto del loro ruolo originario. Alla teoria non segue la pratica, si tende a bypassare il tirocinio e il giovane mostra sempre meno interesse. Una condizione probabilmente dovuta alle poche opportunità d’inserimento nel mondo del lavoro che, comunque, è alla costante ricerca di figure professionali adeguate. Le forze politiche che verranno dovranno farsi carico di questi problemi  e risolverli  perché il settore lo richiede”. 

Si è parlato poi della  cosiddetta “tassa di soggiorno”, che poi tassa non è, ma “contributo”, come ha tenuto subito a chiarire Mazzi, da reinvestire nella promozione turistica. Ma  la disparità fra regione e regione è totale: nessuno sa a quanto ammonta e se viene realmente destinata al miglioramento dei servizi. Anche per questo motivo Fiavet Lazio si auspica la reintroduzione di un Ministero del Turismo.

Gli ultimi due problemi che l’Associazione ha posto sul tappeto sono: la “Competitività” che non riguarda solo questo settore ma che è trasversale ad altri e  la “Fatturazione elettronica”.  Sul primo, molto dipende dal  regime Iva applicato da paese a paese. Il Governo che verrà, in questo settore deve essere, a livello europeo, intransigente. Non è possibile che ogni paese agisca in modo concorrenziale con l’altro e che anche i singoli servizi inseriti in un pacchetto, siano sottoposti ad aliquote diverse. Il settore necessita di parametri omogenei. Sul secondo, infine, molti  dubbi  nascono dall’introduzione (1° gennaio 2019) delle cosiddette “transazioni tracciabili”. Le nostre aziende saranno in grado di assolvere a questo dovere? L’adeguamento dei sistemi è costoso e, in mancanza di aiuti concreti, non tutti saranno in grado di farlo. Ma, soprattutto ci saranno strutture in grado di monitorare la situazione e di intervenire?


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