Palati Raffinati

berbere nuova pizzeria a roma 01

Un'avventura che inizia nel 2010, quando Matteo Aloe, calabrese di nascita e bolognese di adozione, dopo la laurea in economia con una tesi su Davide Oldani e una gavetta nel mondo della ristorazione ("ho iniziato dal basso, facendo il lavapiatti, perchè volevo conoscere tutto di questo mondo", ci racconta), con il fratello Salvatore decide di aprire una pizzeria a Castelmaggiore in provincia di Bologna puntando sulla qualità e l’attenzione agli ingredienti. Ricerca, innovazione, selezione dei produttori e fornitori per una "terza via della pizza", che in breve tempo ha dato ottimi risultati.

La pizza di Berberè è ottenuta con farine semintegrali biologiche macinate a pietra, lievito madre vivo rinfrescato ogni giorno e lenta fermentazione (24h). Divisa in 8 fette, si caratterizza per una lavorazione non sottile dell’impasto che permette un pieno sviluppo degli alveoli, per una pasta leggera dentro e croccante fuori. Una pizza non gourmet servita in un locale che mixa sapore vintage e contemporaneità per un'esperienza culinaria semplice e conviviale.

Chiediamo a Matteo il perché della scelta del nome, Berberè, un nome insolito per una pizzeria: “Berberè è una spezia etiopie, un mix usato per lo zighinì, uno dei piatti principali della cucina tipica dell'Eritrea e dell'Etiopia. Ci piaceva il nome e l’abbiamo scelto per dare un tocco nuovo alla nuova avventura che ci accingevamo ad intraprendere”.

Oggi Berberè Pizzeria è una realtà che conta sei locali, e oltre allo storico numero uno di Castelmaggiore le città dove l’arte della pizza declinata dai Fratelli Aloe è presente sono Bologna, Torino, Firenze, Milano e Roma. Quello di Roma è l’ultimo locale aperto, inaugurato appena un mese fa nei pressi del mercato di Piazza Alessandria e ha trovato subito una positiva accoglienza tra la popolazione di un quartiere romano non invaso dai turisti ma caratterizzato da gente del posto. Il locale, aperto tutte le sere 7 giorni su 7 dalle 19.00 alle 23.30 e a pranzo il sabato e la domenica dalle 12.30 alle 14.30, propone un menù stagionale composto da quindici pizze (con una particolare attenzione per le proposte vegetariane) realizzate con l'impiego di prodotti, molti dei quali certificati biologici, provenienti da contadini e allevatori scelti secondo parametri di lavoro, di impiego della terra, di lavorazione delle materie prime a “zero compromessi”. Così nella farcitura della pizza viene utilizzato il Pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, il Fiordilatte bio Querceta di Putignano, le carni della Macelleria Zivieri di Monzuno (BO), i capperi di Salina, la bufala bio Ponterè di Cancello di Arnone. Presenti anche alcuni presidi Slow Food e prodotti Libera.

Per le pizze prezzi accessibili: si parte da 5,90 € per una pizza pomodoro, aglio e prezzemolo ad un massimo di 13,50 € per quelle riccamente farcite con salumi. Anche a Roma uno dei punti di forza è la formula condivisione, che permette di provare più pizze, servite un po' alla volta tra i commensali. Ad accompagnare le pietanze un ruolo importante spetta alla proposta delle bevande con birre tutte artigianali e con un'accurata carta di vini, proposti sia al calice che in bottiglia, composta da etichette nate da agricoltura biologica e biodinamica.

Chiediamo a Matteo il perché della scelta del forno elettrico invece del tradizionale forno a legna: “E’ per garantire sempre, anche nei momenti di altissima richiesta, una cottura della pizza ottimale. La cottura per 4/5 minuti sempre sui 300°C, temperatura che viene mantenuta costante anche dopo numerose infornate, è la garanzia che l’impasto cuoce in maniera uniforme, e la pizza rimane alta, con cornicione croccante, e importantissimo, non si brucia”.

Un’ultima domanda sulla possibilità di aprire una pizzeria a Napoli: “La sfida di Napoli ci incuriosisce ma non è ancora il momento”, è la risposta di Matteo.

Berberè pizzeria
Via Mantova 5 - Roma
tel. 06. 45 65 43 90
www.berbere.it | FB: /berberepizzeria/ | IG: @berberepizzeria


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