Partiamo

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La Puglia è una regione che attira ogni estate un sempre maggiore numero di turisti. Il richiamo più forte è indubbiamente il sud di questa splendida regione protesa verso la Grecia: il Salento con il suo limpido mare, i ritmi delle pizziche e tarantelle, le incantevoli spiagge. Eppure, percorrendo questa lunga terra mediterranea ed antica, vale la pena di abbandonare le solite rotte turistiche per andare alla scoperta dell’entroterra pugliese, fuori degli itinerari turistici ma straordinariamente interessante dal punto di vista culturale ed enogastronomico Sono tanti i piccoli tesori che rendono questo territorio unico: piccoli borghi con una storia antica, capolavori barocchi, masserie, oliveti secolari, frantoi ipogei, paesaggi suggestivi, i cibi genuini e le tracce di mestieri antichi portati avanti con passione. Ogni luogo presenta una propria identità forte ed inconfondibile.

Se state quindi pensando ad un itinerario insolito, capace di mostrarvi il volto della Puglia più autentica, andate verso la Murgia.

Unitamente ad alcuni giornalisti ho fatto recentemente questo viaggio iniziando da Villa Castelli situata sull’ultimo gradino della Murgia pugliese ai confini con la Valle d’Itria e l’inizio della pianura del Salento, in provincia di Brindisi. ospiti di un educational organizzato dal Comune grazie al bando ospitalità della Regione Puglia.

Il 17 giugno scorso a Villa Castelli è stato inaugurato dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vitantonio Caliandro il grande parco della musica: oltre un ettaro di terreno con uno spazio parco giochi per i bambini e due grandi trulli che saranno utilizzati come contenitori culturali per le attività e la diffusione della conoscenza della musica, oltre che una vasta area concerti. Questo parco è una delle tante iniziative culturali realizzate dall'attuale sindaco che, come sempre, ha voluto coinvolgere l'intera popolazione nella realizzazione del progetto in modo che gli abitanti si sentano parte integrante della comunità e contribuiscano, ognuno secondo i propri mezzi,a rendere più bello, più ricco e più interessante il loro paese. Un esempio da seguire.

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Il Parco è dedicato a Giandomenico Caramia, un musicista del posto scomparso cinque anni fa, che amava definirsi il cuoco musicante e che ha rilanciato la tradizione della pizzica con l’organetto, definita l’altra tela del ragno in riferimento alla pizzica ballata nella Notte della Taranta a Melpignano tutti gli anni l’ultima domenica di agosto. “Abbiamo realizzato un sogno”, ha dichiarato il sindaco Vitantonio Caliandro. “Per noi che abbiamo conosciuto Giandomenico e condiviso la sua ricchezza musicale e il suo spessore umano è una grande emozione”. Per festeggiare l' avvenimento con un concerto sono arrivati a Villa Castelli musicisti provenienti da tutto il Mediterraneo.
Il prossimo appuntamento è l’11 e il 12 agosto con un Festival di musica popolare. In attesa di assistere al grande Festival, siamo andati alla scoperta delle ricchezze nascoste di Villa Castelli.

Prima tappa: il frantoio di Donato Gallone
Leader nella produzione di olio extravergine di oliva, Villa Castelli vanta ben dieci frantoi su appena 9.300 abitanti, in pratica uno ogni 930 cittadini, neonati compresi! Qui vengono utilizzati macchinari ad alta tecnologia che estraggono l’olio in modo meccanico con la spremitura a freddo. L’azienda Gallone esporta il suo olio in tutta Italia e in Europa.

Seconda tappa: la pasta reale.
Non si può lasciare Villa Castelli senza aver degustato i fragranti dolcetti alla pasta di mandorle tra cui spicca la pasta reale, tipico della zona. La tappa golosa è nella pasticceria La Sfornata di Anna Sarcinelli, custode della tradizione.

Terza tappa: il vino
Immense distese di negroamaro e di primitivo, caratterizzano con gli uliveti il paesaggio di Villa Castelli. Una delle aziende che sta conquistando sempre più i mercati nazionali e internazionali è la Tenuta Giuseppe Schiena che, tra Francavilla Fontana e Villa Castelli, produce primitivo di Manduria doc e negroamaro igp. Imperdibili le etichette Impero primitivo dop e Dama rosato di negro amaro igp.

Quarta tappa: “L’energia delle piante”
del dottor Rossi che produce integratori alimentari con piante officinali, aloe vera e aloe arborescens. Nell’azienda “l’Energia delle piante” sorgerà presto un centro benessere e un centro di Medicina olistica. Intorno alla magnifica piscina saranno ristrutturate camere, che saranno aperte all’ospitalità.

Quinta tappa: le eccellenze dell’Arte e del Design Italiano
Villa Castelli è famosa anche per le aziende specializzate nella lavorazione dei marmi. Sul posto esistono tre grossi impianti di lavorazione della pietra e del marmo. Tra queste la più famosa è Marmi Strada, che ha firmato i più lussuosi alberghi costruiti negli Emirati Arabi, ma anche ville a New York, Mosca, San Pietroburgo, Londra e Berlino.

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Sesta tappa: Il sito archeologico di Pezza Petrosa e la gravina.
Villa Castelli ha altri gioielli da esibire: a pochi chilometri dal centro abitato si trova il sito archeologico di Pezza Petrosa, nel quale sono stati rinvenuti molti reperti che testimoniano la presenza di un insediamento messapico dal V al III sec. a.C. di cui si può visitare la necropoli con le tombe ricoperte da grandi lastroni di pietra. I corredi funerari sono custoditi nel Museo della Magna Grecia al piano terra del Comune: vasi in stile gnathia dalle tipiche decorazioni porpora su sfondo nero e le piccole statuine votive in onore della Dea Demetra che riportano al culto della Dea Madre.

Ma chi dice Villa Castelli, dice Gravina. Al centro dell’abitato sorge la magnifica gravina, trasformata in un parco verde attrezzato grazie ad un finanziamento concesso da Unione europea e Regione Puglia. Ricorda il sindaco Vitantonio Caliandro: “Presentammo la domanda alla Regione per accedere ai finanziamenti europei e recuperare la Gravina che era diventata una vera e propria discarica. Ma la domanda ci venne bocciata. Non ci arrendemmo. Così venne a farci visita un biologo leccese, Piero Medagli, inviato dalla Regione. Tutto sembrava perduto, quando il biologo si accorse che nella nostra gravina cresceva e cresce ancora oggi un fiore raro: la campanula versicolor, presente solo in una regione della Grecia, sull’altra sponda del Mediterraneo. Per proteggere questo fiore raro, ci venne allora concesso il finanziamento! E oggi la gravina è un bel giardino parco nel cuore della cittadina”. In periferia si può ammirare la centrale idroelettrica più grande di Puglia, lambita dalla ciclovia dell’Acquedotto pugliese e le fonti del Canale Reale che sorge a Villa Castelli e sfocia nella riserva naturale di Torre Guaceto sull’Adriatico.

Galatina le origini della pizzica.
In Puglia, in ogni angolo, in ogni paese troverete la straordinaria ricchezza di un patrimonio musicale unica testimonianza di una civiltà contadina che è riuscita a non diventare folklore. Per scoprire le origini della pizzica e del tarantismo la tappa obbligata è Galatina. Il suo centro storico vi sorprenderà per la magnificenza e l’eleganza dei palazzi gentilizi dalla pietra ricamata. Nel passato il 28 e il 29 giugno di ogni anno, davanti alla chiesa dei Santi Pietro e Paolo si davano convegno le tarantate e i tarantati di tutta la provincia per ballare la pizzica al ritmo incessante dei tamburelli e guarire dal morso del ragno, un fenomeno in voga fino agli anni ’60, e documentato da Ernesto De Martino nel suo famoso filmato per la Rai, "la Terra del rimorso". La leggenda vuole che i galatinesi siano immuni dal morso venefico del ragno, perché protetti dal San Paolo, tanto che le donne di Galatina si chiamano le spose di San Paolo. A raccontarlo è la brava guida dello Iat Angela che spiega: “Ci sono tre tipi di pizzica: la pizzica tarantata, che riguarda il morso del ragno, la pizzica d’amore o di corteggiamento e la pizzica scherma o danza delle spade che si balla la notte tra il 14 e il 15 agosto a Torre Paduli, una frazione di Ruffano, nel Salento”.

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A Galatina altra tappa obbligata è la Basilica di Santa Caterina d’Alessadria. Venne costruita sul finire del XIV secolo da Raimondello del Balzo Orsini che, di ritorno da una Crociata, voleva ingraziarsi i favori del Papa, diventare Imperatore, costruendo una Basilica nel pieno di una terra greca che parlava il greco, il Salento, e che seguiva il rito greco ortodosso. Raimondello non riuscì a realizzare il suo sogno perché morì giovane. Ci pensò però la sua ambiziosa moglie, Maria d’Enghien che diresse i lavori per completare la Basilica, guidò gli artisti nella realizzazione degli affreschi e arrivò a sposare il giovane Ladislao di Durazzo, diventando imperatrice. La Basilica è la Bibbia dei poveri: interamente affrescata da tre scuole pittoriche, la locale, la tedesca e la umbro marchigiana giottesca, racconta la vita di Maria, la vita di Gesù, riporta i volti dei Santi, molti dei quali orientali. Galatina è famosa anche per il pasticciotto. E’ qui che è nato nel ‘700 il dolce più gettonato del Salento: pasta frolla ripiena di morbida crema che si può degustare nella pasticceria Eros di Luigi Derniolo, accompagnandolo con caffè, ghiaccio e latte di mandorla, anche questo inventato nel Salento.Luigi Derniolo è anche presidente dell’Associazione pasticcieri salentini, che ha censito ben 19 dolci tipici, la più alta concentrazione di dolci in Italia! Solo Galatina ne ha ben tre: oltre il pasticciotto ci sono anche il tipico gelato la Mafalda e l’Africano, a base di tuorlo d’uovo e zucchero cotto al forno!

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Oria.
A metà strada tra Taranto e Brindisi, la messapica Oria, assediata per lungo tempo anche da Annibale, è un borgo medioevale arroccato su una collina all’ombra del grande castello svevo abitato da Federico II e dove fiorì anche la civiltà ebraica, nell’omonimo quartiere fino all’800. A testimonianza delle vicissitudini del borgo e delle innumerevoli popolazioni che qui vissero, rimane la Porta Ebraica, l’accesso diretto al Rione Giudea, il centro più famoso della civiltà ebraica dell'Italia. Oria si prepara a festeggiare la 51ma edizione del Torneo dei Rioni l’11, 12 e 13 agosto prossimi. Escluse le feste di tradizione, è l’evento più longevo del Salento. I quattro tornei Lama, Giudeca, Castello e San Basilio si sfidano in giochi medioevali per ricordare l’arrivo in città di Federico II e della sua corte, avvenuto realmente nel 1225. L’imperatore attese infatti a Oria l’arrivo della sua sposa Jolanda di Brienne. E proprio in onore del padre della sua sposa, bandì una sfilata di corte ed un "torneamento", ovvero un torneo tra i quattro antichi rioni di Castello, Judea, Lama e San Basilio, che ancora oggi richiama turisti e curiosi. Ad annunciare le novità del Torneo sono stati in conferenza stampa il presidente della Pro Loco, Pino Malva con i componenti del direttivo: Simona Micelli, Andrea Armiento, Lucio Epifani, e Francesco Guicciardini.

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Nel ristrutturare piazza Lorch, Oria ha scoperto nei sotterranei della città una grande necropoli messapica, oggi visitabile. Poco distante nel cuore del centro storico c’è da ammirare il nuovo Museo comunale dei Messapi, inaugurato da poco a Palazzo Ramires. La maggior parte dei reperti proviene dalle tombe scoperte nel centro storico, ma anche nella grotta di Monte Papalucio dove le donne si dedicavano ai culti in onore delle Dee, Demetra, Proserpina e Afrodite, di cui sono state trovate numerose statuette, oggi in mostra assieme a pregiati corredi funerari.

Il richiamo del mare 
Siamo in piena estate e nel Salento è d’obbligo un tuffo nei suoi splendidi mari. Villa Castelli è più vicina alla costa jonica. Sosta dunque nella meravigliosa spiaggia di Torre Colimena, marina di Manduria. Torre Colimena è tra le torri cinquecentesche meglio conservate del Salento. Ce ne sono una ogni tre chilometri e vennero volute da Carlo V per proteggere le coste dall’invasione dei turchi dopo la presa di Otranto, avvenuta nel 1480.La morbida spiaggia si incastona tra le dune a ridosso delle Saline dei Greci, saline che sono state utilizzate fino al ‘600 dai monaci oggi rifugio di fenicotteri rosa, lungo le loro rotte migratorie. Torre Colimena e le Saline sono state dichiarate dalla Regione Puglia Parco regionale protetto. Poco più a sud, e sempre all’ombra di un’altra torre di guardia, ecco la spiaggia di Torre Lapillo. Qui ci tuffiamo nelle splendide e cristalline acque che lambiscono il Lido La Pineta dove si può stare al mare tutto il giorno grazie al servizio ristorante. Frittura di pesce, insalata di mare, spaghetti allo scoglio, pizze cotte al forno di pietra e piattoni di frutta fresca. Il tutto condito dal buon vino fresco del Salento. Per non farci mancare proprio nulla.

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