podere conca a bolgheri le vigne intorno alla casa dalle tre porte rosse 01

Podere Conca: cinque ettari vitati nelle terre del Carducci e la voglia di far vino per far rivivere una tradizione. Al centro di tutto, tra gli oliveti e gli alberi secolari di Bolgheri, c'è una vecchia casa di famiglia in pietra con tre porte rosse, riprodotta - e non poteva essere altrimenti - nel logo dell'azienda agricola. Il progetto di fare vino è datato 2014, e subito dopo sono state impiantate le prime vigne, sperimentando e selezionando.

Ad intraprendere l'entusiasmante avventura è stata Silvia Cirri, primario del servizio di Anestesia, Rianimazione e Terapia Intensiva dell'Istituto Clinico Sant'Ambrogio del Gruppo San Donato di Milano, nonché fondatrice e vicepresidente della Onlus Associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo. Con lei, coinvolti e appassionati, si sono messi al lavoro il nipote Giovanni Gastel jr e l'amico di sempre Livio Aloisi, ingegnere e imprenditore agricolo marchigiano, ma già l'ultima generazione si prepara ad entrare in cantina. Con tutto l'orgoglio di aver lavorato bene, quando i numeri vengono molto dopo la ricerca della qualità, Silvia Cirri è venuta a Roma al ristorante Adhoc (Via di Ripetta 43) a presentare le sue due etichette in abbinamento ad una serie di piatti con caratteristiche pensate per valorizzarli entrambi.

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I vini prodotti, che portano nomi di fiori, per ora sono due, ma in vista ce ne sarà presto un altro. Sono l'Elleboro Igt Toscana un bianco fruttato e di buona struttura, blend di Viognier, Chardonnay e Sauvignon blanc, e la Doc Bolgheri Agapanto, un rosso armonico ed elegante, blend di Cabernet Sauvignon (50%), Cabernet Frank(30%) e (Ciliegiolo 20%). "Quando vivi in una terra da generazioni - dice Silvia Cirri- nasce il desiderio di migliorarla e valorizzarla per lasciarla alle generazioni future. E se questa terra è Bolgheri non puoi che scegliere il vino e l'olio". Di extravergine qui se ne produceva dal 1983, grazie ai mille olivi delle tipiche varietà toscare Moraiolo, Frantoio e Leccino in un territorio incontaminato e naturalmente biologico.

E' stato quindi naturale restare nel bio anche con il progetto vino. Sia le olive che l'uva sono raccolti a mano e, ancora prima, tutte le operazioni agronomiche sono condotte col massimo rispetto degli equilibri della natura perché si possa lavorare su una materia prima all'altezza delle aspettative. L'Elleboro fa solo acciaio prima dell'affinamento in bottiglia. Nel blend, al classico Vermentino, si è preferito il Sauvignon Blanc che gli dona note erbacee. Nel suo bouquet si identifica frutta estiva matura come albicocca, con buona struttura e fresca acidità. Nel menu, scelto dalla giornalista Maddalena Mazzeschi e dallo chef del ristorante Adhoc, nelle due annate 2017 e 2018 è stato ben abbinato ad un Polpo verace scottato su vellutata di fagioli cannellini, pomodoro e crostino integrale e sul Fritto di baccalà con maionese allo zafferano e asparagi. L'Agapanto, giovane ma già armonico ed elegante, dalle note di frutti rossi, nelle due annate 2016 e 2017, ha accompagnato la Guancia di Vitello, salsa vaccinara con cicoria e ad una Burrata di bufala, tortino di patate e tartufo nero.

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"La nostra scelta di usare in questa Doc Bolgheri il ciliegiolo anziché Sangiovese o vitigni internazionali - ha detto Silvia Cirri- può sembrare insolita ma è avvenuta in pieno accordo con la nostra enologa Laura Zuddas. Abbiamo pensato che con gli altri due vitigni potesse dare caratteristiche di profumo e di eleganza inconsuete". Le vinificazioni sono separate e la maturazione avviene in legno, tonneaux o barrique di secondo passaggio, prima dell'affinamento in bottiglia. Nel vino degustato, imbottigliato appena a marzo, si potrebbe ipotizzare una buona longevità.

Podere Conca è sulla via Bolgherese di Castagneto Carducci. "Quando mi chiedono dov'è la mia azienda - dice ridendo Silvia Cirri- dico sempre che è accanto all'Ornellaia, in linea diretta con il Sassicaia". Un sogno realizzato, questo di fare vino qui, e molto orgoglio per averlo presentato al Prowein e al Vinitaly. "Siamo anche piccoli esportatori, perché non bisogna essere presuntuosi", precisa questa signora del vino che si è avvicinata con modestia ed entusiasmo all'enologia. Ma Silvia Cirri è anche donna di scienza e quest'avventura non è stato un salto nel buio, dettato da un impulso. Prima si era preparata a lungo, frequentando tutti i possibili corsi AIS, documentandosi sulla prestigiosa realtà vinicola di Bolgheri, sperimentando e selezionando cloni tra le vigne delle piccole aziende locali perché il vino del Podere Conca fosse proprio quello che aveva in mente. L'amore per quella vecchia casa in pietra dalle tre porte rosse, e per chi ci aveva vissuto, ha fatto il resto. 

INFO:
www.poderecocabolgheri.it
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Via Bolgherese 196, Castagneto Carducci (LI)
+39 3240957941

www.ristoranteadhoc.com


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il consorzio del prosciutto di parma digitalizza il sistema di tracciabilita 01 

Il rapporto tra del Consorzio del prosciutto di San Daniele con i consumatori diventa da oggi più trasparente e smart perchè mette a disposizione tutte le informazioni disponibili direttamente sulle vaschette di Prosciutto di San Daniele.

Sono questi i tratti distintivi dell'iniziativa lanciata dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele in collaborazione con IFCQ Certificazioni e volta a digitalizzare tutto il sistema cartaceo di tracciabilità del prodotto, il cui software è stato messo a punto dalla società Beantech di Udine, anche quale primo step di una futura certificazione blockchain dell'intera filiera italiana dei suini per le Dop prosciutti. L'investimento complessivo supera i 600 mila euro.

Il nuovo sistema consenti di gestire tutta la mole documentale della Dop e al tempo stesso permette anche ai consumatori di accedere con estrema fruibilità a tutte le informazioni dettagliate sui prodotti acquistati. Il tutto grazie ad una semplice e veloce scan direttamente dal proprio smartphone, di un Qr code bidimensionale stampato sull'intera produzione delle vaschette di preaffettato, circa 23 milioni e 500mile confezioni all'anno.

“Siamo orgogliosi di essere tra i primi distretti alimentari a informatizzarsi completamente. Non si tratta quindi di un’azienda singola, bensì di un insieme di realtà che collaborano e comunicano in maniera smart tramite flussi che sono stati digitalizzati al 100% al fine di poter offrire un servizio al consumatore finale sempre più efficiente”, ha affermato Mario Cichetti, Direttore Generale del Consorzio del Prosciutto di San Daniela, nel corso della conferenza stampa svoltasi a Roma l'8 maggio 2019 - "Fin dalla nostra fondazione nel 1961, abbiamo avuto un solo obiettivo: promuovere e valorizzare la conoscenza delle tipicità e qualità del Prosciutto di San Daniele nel mondo. Per farlo, è fondamentale la fiducia da parte dei consumatori: grazie al nuovo sistema riusciamo oggi a dialogare in maniera sempre più diretta e trasparente con il consumatore, offrendo un packaging attivo e intelligente che non è più un mero contenitore passivo dell’alimento, ma è custode attivo di tutte le informazioni che riguardano il prodotto che ne certificano genuinità e origine. È un primo passo concreto verso una strategia di più ampio raggio verso la realizzazione di una piattaforma di derivazione crittografica in grado di autenticare in modo univoco e sicuro tutte le fasi della filiera produttiva anche utilizzando le potenzialità della blockchain”.


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