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foto Matteo Saraggi


Ricordate donna Letizia e i suoi insegnamenti sul galateo?

Erano gli anni cinquanta e il secolare galateo imposto da Monsignor Giovanni Della Casa era un optional in dotazione agli italiani, oggi purtroppo dobbiamo sopravvivere all' incalzare della maleducazione dei "poco educati", "solitari o in gruppo", autodidatti o perfezionatesi alla "Scuola dei Supercafoni", quelli usciti dal "vocabolario del carrettiere" e con il "ditino facile".

Un po' di galateo si dice che non guasta anche in questo Terzo Millennio dove il baciamano è una prerogativa di quei pochi gentleman anni "anta e pusa ": ma va bene anche la stretta di mano se cordiale, sincera e disinteressata.

Fortunatamente, per molti la buon'educazione è sopravvissuta alle parolacce e alle volgarità della gioventù, che pare non sappia più esprimersi correttamente e per questo ha inventato un suo vocabolario "ben rappresentato" anche musicalmente da "Disperato erotico stomp" e "Stronzo" di Lucio Dalla o "Vaffanculo" di Marco Masini e altre simili canzonette dal contenuto molto educativo .

Nel corso dei secoli il galateo si è modificato, nuove usanze, dettate dallo stile di vita del momento, hanno preso il posto di altre "adeguandosi" alla cultura e al progresso e così anche la donna può offrire all'uomo un caffè al bar o la cena al ristorante e l'uomo non è obbligato dal galateo ad alzarsi per cedere il posto alle signore incinta .
Si dice che le buone maniere non guastano mai e a insegnarle, a Torino, è la scuola di bon ton di Barbara Ronchi Della Rocca, giornalista e scrittrice.

Esperta di storia del galateo è autrice di libri di successo, come "Questioni di stile" (che vanta ben 5 edizioni) e "Il galateo per lei e lui" (2 edizioni), entrambi editi da Sperling & Kupfer.

Ha scritto numerosi libri sul tema, tra cui "Invito a nozze", edizione DeAgostini, per il tradizionale S (non dimentichiamo che alcuni dei più eleganti matrimoni del nostro tempo si sono avvalsi della sua consulenza ); "Si fa o non si fa", piccolo manuale del galateo, edizione Vallardi -Garzanti.

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Barbara Ronchi è giornalista, collabora a numerosi settimanali e periodici, tra cui il quotidiano "La Stampa" dove firma la rubrica "Si fa, non si fa", "Grazia", "Bella", "Donna Moderna", "Gioia".
Collabora anche a riviste d'enogastronomia come: "Sale e Pepe", "La Cucina Italiana","Slow Food", "Papillon".
Insegna arte del vivere a "Uno mattina" (RaiUno) e da consigli di saper vivere a "Cominciamo bene" (RaiTre), "L'Italia sul Due" (RaiDue) e "Linea Verde" (Rai Uno).

Nel 1999 ha partecipato alle puntate di "Gustibus", con Sandro Vannucci su Raitre, e collabora con radio e televisioni delle reti Rai e Mediaset.

Volto noto ai telespettatori di "Alle Falde del Kilimangiaro", su Raitre con Licia Colò, la simpatica Barbara dal televideo insegna il "buon comportamento", magari tra una proposta di viaggio ai Caraibi e uno in Scandinavia, come insegna il suo libro "Paese che vai", una ricerca sulle buone maniere ad ogni latitudine "

Adora gli Animali e la buona musica. Ama la buona cucina e i viaggi, affascinandosi a quelli insoliti, alla "Stargate".
Ma se credete di trovarvi dinanzi una vecchietta artritica, tutta trine e merletti, stile 'ottocento e" prima", che incontrandola pretende il baciamano e l'inchino, mentre vi scruta attraverso grosse lenti alla Camillo Benso avete sbagliato persona!

Barbara è giovane ed attraente, dolce e sensibile, semplice s ì ì: " ma il "tutto" è condotto con gusto, raffinatezza, professionalità e gran classe. Ha fascino, intelligenza e celebrità, ma non per questo ha perso il "lato umano" che le fa risplendere quell'adorabile sorriso che ha conquistato la simpatia dei telespettatori di "Alle Falde del Kilimangiaro" ed è in perfetta simbiosi con un'altra Grande Interprete, Licia Colò, con cui condivide l'amore per gli Animali e la semplicità.

Disponibile, affabile e altruista è ma non sprovveduta.

E se la incontrate tralasciate pure l'inchino ottocentesco... ma non la buona educazione.


 
Elenco incontri d'autore
 

 
 
Edizioni Sperling & Kupfer Editori

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foto Matteo Saraggi

Apparentemente, chiuso, potrebbe apparire un semplice libro di scuola del bon ton adatto solo ad alcuni lettori. Uno di quei libri "inutili" per molti, quelli che se te li regalano li metti nella libreria "tanto per riempirla" e li dimentichi lì a raccogliere polvere...
Ma questo solo se non hai mai letto nulla di Barbara Ronchi della Rocca e non conosci il suo modo insolito di scrivere di bon ton ed eleganza...

Come tutti i suoi libri basta aprirlo per comprendere che in realtà èè un... ironico manuale di sopravvivenza utile per ogni età...
Un libro scritto per chi si sente "fuori moda" perchè non veste come il divo del momento o non vive come il riccone che pavoneggia i suoi flirt tra le pagine dei rotocalchi, o per chi non sa che in lui c'è "la vera eleganza", quella che lo rende libero nelle proprie scelte e non schiavo di quella dozzinalità che fa di lui un manichino simile a tanti altri...

Attratta dalle prime parole di "Le bugie", mi sono soffermata sorridendo nello scoprire che io e lei pensiamo e scriviamo allo stesso modo e mi viene spontaneo pensare: "Chissà quanti altri... -fuori moda- come noi ci saranno?".
E' un libro stupendo, come tutti gli altri suoi scritti che ho letto. Uno di quelli che leggi "d'un fiato".è In alcuni punti la lettura diventa ironia satirica, ma è scritta con quella classe che contraddistingue Barbara Ronchi della Rocca e anche se mi riscopro attraverso gli scritti sorrido... ironizzandomi da sola...

Più che un libro di buone maniere è un insegnamento di come riuscire a convivere con noi stessi... E' un "libro elegante, per persone -veramente eleganti-", proprio come lei: raffinata nel vestire, nel muoversi, nel parlare. Elegante... ma di quella eleganza come definisce lei: "La vera eleganza " il talento di chi si sente bene nella propria pelle".

E' il modo di essere delle persone intelligenti e sensibili, che non cedono alla vanità o all'esibizionismo, curano l'abbigliamento senza preoccuparsi della moda perchè prima di tutto... vogliono essere sè stesse.
La vera eleganza non segue schemi o regole prefissate, proprio perchè nasce dall'interno e ognuno può interpretarla in modo diverso, ma con quelle caratteristiche personali che la rendono immediatamente riconoscibile e fanno di ogni individuo un personaggio unico, inimitabile.

Spesso è un dono naturale ma si può anche conquistare con il buon gusto, vincendo la tentazione di adottare, nel vestire come nel vivere, modelli dettati dai "ricchi e famosi, dai divi o dalla moda del momento" e imparando a guardarsi con un pizzico di autoironia, senza commiserarsi ma cercando in altri atteggiamenti quella "mancanza" di un bel fisico o di eleganza, che più che alla raffinatezza è volta ad un arrogante ostentare un simbolo di ricchezza e bellezza.

La vera eleganza è dentro di noi, è nell'anima e nelle mille sfaccettature del nostro modo di vivere, è nei nostri occhi... specchio dell'anima e c'insegna a riscoprire il gusto delle sfumature e delle piccole cose, a non dimenticare le tradizioni, a non rassegnarsi mai alla banalità del cattivo gusto, à come la stessa Barbara: sorprendentemente ironica ma con classe; affabile, raffinata e con "buon gusto" ma libera nel scegliere il proprio stile di vita e nel vestire, come in ogni altra sua scelta.

"La vera eleganza", di Barbara Ronchi della Rocca, della Sperling & Kupfer Editori è una lettura da non perdere, un regalo da fare, ma sopratutto... da farci.
E' una guida per chi ha superato gli... anta, per chi vuole sorridere nel ritrovarsi tra le pagine del libro, per chi è bello ed elegante... ma insipido e narcisista, per chi crede che la vera eleganza stia nel seguire la moda... del momento o il vivere come il loro idolo ma anche per chi si crede "brutto" e a lettura terminata scoprirà di essere il... "Brutto anatroccolo"... della favola...

Mi piace come scrive, mi piace la sua "vera eleganza interiore", il suo modo di fare signorile, raffinato, intelligente, ma anche autoironico. Mi piace tutto della Barbara scrittrice e donna.
Che sono una sua ammiratrice... già lo sapevate: leggete il suo libro e lo diventerete anche voi...

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Barbara Ronchi della Rocca oltre a collaborare con il celebre enogastronomo Paolo Massobrio è... un'appassionata della cucina e non potevo quindi non farmi consigliare qualche ricetta per uno dei miei piatti preferiti: il riso.
Ecco due ottimi consigli da provare: buon appetito!

TORTA SALATA DI RISO E ZUCCHINE

Ingredienti per 6 persone:

1 kg di zucchine
1 confezione di pasta sfoglia surgelata
300 gr di riso
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco
3 uova
brodo vegetale
sale e pepe

Preparazione:
Scaldare 4 cucchiai d'olio, soffriggere 1 grosso scalogno, unire il riso e le zucchine tagliate sottili, bagnare con vino bianco e poi procedere come per un risotto. A fine cottura unire 3 uova intere, sale e pepe. Farcire con quest'impasto una torta di pasta sfoglia o brisèe, sigillando bene la sfoglia superiore, da spennellare con un pò di acqua e olio sbattuti insieme. Con i rebbi di una forchetta fare dei piccoli fori.
Cuocere per 60' a 180°


RISOTTO ALLE MELE

Dosi per 4 persone:

2 mele renette
350 gr di riso Carnaroli
1 grossa cipolla
1 bicchiere di vino bianco
1 mazzetto di aneto
brodo vegetale
olio
sale e pepe

Preparazione:
Soffriggere in olio la cipolla tagliata sottilissima (non tritata), unire il riso, bagnare con vino bianco, poi continuare con brodo vegetale caldo in cui va sciolto 1 cucchiaio di curry. A metà cottura unire le mele sbucciate e tagliate a fette. A fine cottura, a fuoco spento mantecare con una noce di burro e l'aneto tritato fine.


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