le giornate del pinot nero in alto adige un successo consolidato da 20 edizioni 01 

Le Giornate del Pinot Nero, svoltesi ad Egna e a Montagna, in provincia di Bolzano, hanno chiuso la loro ventesima edizione con un più che soddisfacente risultato. Centinaia sono stati i visitatori e gli appassionati del prezioso vino che hanno partecipato ad una serie di iniziative, incontri e degustazioni.

Sono stati 83 i Pinot nero italiani sfidatisi per la vittoria della 17ª edizione del Concorso nazionale, oltre ai 23 giunti da vari territori del mondo, dal Sudafrica all'Argentina, dagli Stati Uniti al Cile. Al top con 89 punti si è collocato il Pinot Nero Riserva Burgum Novum di Castelfeder, cuvée di uve provenienti da Gleno (Montagna). Con il punteggio di 88,50 al secondo posto due aziende: il Pinot Nero riserva Trattman della Cantina Sociale di Cornaiano e il Riserva Monticol della Cantina Sociale di Terlano, mentre terza classificata è stata la Riserva Sanct Valentin della Cantina Sociale di S. Michele Appiano.

Tutto esaurito alla verticale dedicata al Domaine des Lambrays, che ha permesso di degustarne otto annate ottenute da uno dei grand cru più celebri della Côte-de-Nuits, così come seguitissimi sono stati gli incontri tra i produttori in una tavola rotonda sul tema "Il Pinot Nero in Alto Adige: dalla riscoperta al successo". Particolarmente apprezzata la degustazione Top of Pinot Nero, nel corso della quale le cantine che hanno ottenuto i migliori risultati nel corso delle diciassette edizioni del Concorso nazionale hanno proposto in assaggio un’annata a loro scelta, spiegandone la ragione, le particolarità della vendemmia e il processo di vinificazione.

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Queste le cantine presenti, con i loro titolari o enologi: Castelfeder, di cui si è svolta successivamente anche una masterclass, Cantina Girlan, Cantina San Michele Appiano, Elena Walch, Gottardi, Cantina Terlano, Stroblhof, Cantina Schreckbichl, Tiefenbrunner. In occasione del Ventennale delle Giornate, il Comitato organizzatore presieduto da Ines Giovanett, ha voluto coinvolgere i visitatori della manifestazione chiedendo loro di assegnare la preferenza ad uno solo dei Pinot neri italiani che hanno degustato, e oltre l'80% di loro ha raccolto l’invito. Questo particolare premio è andato ad un habitué delle classifiche degli ultimi anni, il Riserva Trattmann di Cantina Girlan; ma fra i più votati troviamo anche Cantina di Andriano, Brunnenhof, Ferruccio Carlotto, Castelfeder, Gottardi, Kollerhof, Ignaz Niedrist, San Michele-Appiano, Stroblhof ed Elena Walch. Appassionante il dibattito, vivace in ogni incontro delle Giornate, sulle altitudini più adatte alla piena maturazione del vitigno, nonché sulla composizione del terroir, caratterizzato dalle stratificazioni di calcare e di porfido e sulle migliori caratteristiche climatiche. Questo vitigno dal carattere singolare, che sa esprimersi anche a brevi distanze in modo variabile e secondo la sensibilità enologica della cantina, continua ad appassionare il dibattito tra gli stessi produttori che hanno evidenziato il cambiamento stilistici di questo vino negli ultimi 20 anni, interrogandosi sul futuro sia in termini di possibilità di vinificazione che di rapporti con il mercato.

Alla tavola rotonda, tra i protagonisti del panorama vitivinicolo altoatesino, sono intervenuti, tra gli altri, Alexander Gottardi, titolare della omonima cantina, Ivan Giovanett di Castefeder, Hans Terzer, capo enologo della Cantina di San Michele Appiano, Peter Dipoli vignaiolo e vicepresidente del Comitato organizzatore delle Giornate, insieme a ristoratori e giornalisti del settore. La discussione si è accesa soprattutto sulla necessità o meno di definire alcuni “cru”, ovvero superfici molto ridotte (anche pochi ettari) nelle quali il Pinot nero si esprime al meglio grazie a condizioni pedoclimatiche ottimali, dalle quali ottenere vini che siano la migliore espressione possibile di quello specifico terroir dalla vocazione indiscussa. Confronto anche sulla permanenza del vino in legno, considerata determinante. Ma - come ha sottolineato Peter Dipoli- il legno deve essere di grande qualità, bisogna adeguarlo al vino. Le opinioni e le esigenze delle diverse realtà produttive, cantine cooperative e piccoli produttori, hanno trovato un compromesso su un obiettivo condiviso che, si è ribadito, deve essere uno e uno solo: produrre un grande Pinot nero, sia proveniente da singole vigne selezionate che da blend di uve dei terroir maggiormente vocati.

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Ines Giovanett, produttrice e presidente del Comitato Organizzatore delle Giornate ha espresso la propria soddisfazione per la riuscita dell'evento."E' stata una versa festa -ha detto- e abbiamo fatto del nostro meglio per offrire appuntamenti interessanti a tutti gli appassionati che ci seguono e che ogni anno ci raggiungono". Le fa eco il vigneron Peter Dipoli, tra i fondatori delle Giornate, che al Pinot nero di Mazzon ha dedicato un libro insieme a Michela Carlotto. "Siamo orgogliosi- ha detto- di essere riusciti a mantenere viva questa manifestazione, e non sempre è stato facile. Lo abbiamo fatto impegnandoci costantemente nel fornire spunti interessanti e a garantire indipendenza e correttezza di giudizio con commissioni di assaggio che vengono integrate e aggiornate annualmente e con un metodo di valutazione evoluto negli anni per garantire questi principi".

Tutto ebbe inizio nel maggio del 1999 quando alcuni vignaioli, 25 in tutto, in collaborazione con i due piccoli comuni di Egna e Montagna organizzarono un evento per offrire ad appassionati e curiosi del Pinot Nero una manifestazione senza precedenti in Italia e allo stesso tempo accendere i riflettori sul Pinot Nero altoatesino, in particolar modo su quello coltivato su queste colline dove questo vitigno ha trovato le condizioni ideali per esprimersi con una decisa identità territoriale. E già si pensa alla prossima edizione delle Giornale, la 21ma, che si svolgerà domenica 19 e lunedì 20 maggio 2019.

www.blauburgunder.it


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