Era già noto agli Etruschi e confermato da un'ampia documentazione medievale che le acque termali di Montecatini donassero salute e bellezza. Nel Rinascimento, poi, “passare le acque” diventò sempre più una moda tra dame e gentiluomini, papi e condottieri, consolidandone la tradizione fino a far coincidere la storia del benessere termale con quella del territorio.

Oggi la parola Montecatini continua ad evocare, salute e bellezza come stili di vita ma anche un'atmosfera elegante, di classe, di tempi lontani, raccontati dalla letteratura e dal cinema ma ancora vivi nelle architettura termale, nei mosaici e nei parchi fatti apposta per passeggiare, oppure durante i frequenti concerti di grande musica.
E' il Liberty a caratterizzare la Montecatini di oggi, anche se l'interno degli edifici è stato ristrutturato secondo i più moderni principi dell'accoglienza. Solo percorrendo l'ampio Viale Verdi si ammirano numerosi capolavori, dal Palazzo del Municipio di Raffaello Brizzi e Luigi Righetti (1920) con all'interno straordinari affreschi di Galileo Chini e Luigi Arcangeli, al Cinema Excelsior (1922) di Giovannozzi, con la tettoia a gettante in ferro e vetro e l'interessante soluzione della facciata curvilinea porticata.
Sul lato opposto del Viale c'è il Padiglione Tamerici progettato nel 1903 da Giulio Bernardini e lo storico negozio della manifattura L'Arte della Ceramica fondata nel 1896 da Galileo Chini e decorato da quattro pannelli in grès di Domenico Trentacoste. Il caffè concerto-casinò Excelsior, progettato all'inizio del 900, è divenuto ora un luminoso e modernissimo stabilimento termale.
Anche le settecentesche Leopoldine completamente trasformate e arricchite negli anni Venti da Ugo Giovannozzi, conservano tutto il loro fascino.
Ma il cuore della città sono le Terme Tettuccio, dall'imponente portale che conduce in una vera e propria città termale, tra caffè, negozi, mostre d'arte e il bel parco di alberi d'alto fusto perfetto per il relax del dopo-acque.
I padiglioni decorati dalle ceramiche di Basilio Cascella e dagli affreschi di Giuseppe Moroni, Giulio Bargellini e Maria Biseo ne accrescono la sontuosità e la classe. Da ammirare le decorazioni di Ezio Giovannozzi nella cupola della tribuna dell'orchestra coperta da tegole in squame di maiolica della Manifattura Chini.

E' un luogo in cui godere dei benefici delle acque che sgorgano da quattro sorgenti, ognuna con speciali proprietà terapeutiche (Rinfresco, Leopoldina, Regina e Tettuccio,diuretiche, depurative e purificanti) ma anche lo start per altre scoperte emozionanti, come il borgo medievale di Montecatini Alta, raggiungibile anche con una storica funivia rossa, la più antica del mondo in funzione, e della vicinissima Monsummano con le sue famose grotte termali.
E poi c'è la Valdinievole, dal nome del torrente Nievole che come tutti gli altri corsi d'acqua va verso la conca del Padule di Fucecchio.
Sono circa 1800 ettari di area naturalistica incontaminata al confine tra le province di Pistoia e Firenze, il bacino palustre più vasto d'Italia. Nella riserva naturale viene praticata una gestione attiva con il controllo della vegetazione e il recupero ambientale degli specchi d'acqua.
Dai canneti e dai lamineti venivano ricavate le fibre per intrecciare i cestini, rivestire i fiaschi e impagliare le sedie, attività che per secoli hanno impegnato le popolazioni locali e che ora sono state cancellate da sua maestà la plastica. Canneti e lamineti vegetano insieme a tante piante palustri. Caratteristiche del Padule sono la felce reale, il cosiddetto morso di rana, la grande carice chiamata sarello, le ninfee bianche e gialle.
Questa è anche una tappa delle rotte migratorie tra la costa tirrenica e l'interno: vi transitano almeno 200 spercie di uccelli, soprattutto gli aironi e il Cavaliere d'Italia, e molti di loro nidificano qui. E' anche il regno delle nutrie e del topolino delle risaie, il più piccolo roditore europeo. Estraneo all'ambiente ma purtoppo diffusissimo, il gambero della Luisiana,un alieno giunto qui chissà come, sterminatore di pesci perchè si nutre delle delle sue uova.
E' possibile effettuare iitinerari naturalistici per gli amanti del trekking e del birdwatching: per loro è stato attrezzato un capanno museo con cartelli esplicativi. Da vedere anche il ponte di Cappiano -oggi anche ostello- fatto costruire dal granduca Cosimo dei Medici nel 1550 per creare uno sbarramento al libero deflusso delle acque e sfruttare le risorse ittiche del lago artificiale così creato.
Tra vigneti, oliveti e le famose coltivazioni di fiori di Pescia, è Collodi un'altra destinazione da consigliare, sempre nei dintorni di Montecatini. E' conosciuto come "il paese di Pinocchio", ma in realtà l'autore dellla celeberrima fiaba fu Carlo Lorenzini che usò lo pseudonimo di Carlo Collodi perchè questo era il nome della frazione di Pescia di cui era originaria la madre. Tutto qui celebra il burattino di legno, dal negozi di souvenir ai bar e alle tavole calde.
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La struttura più grande a lui dedicata è Il Parco di Pinocchio, inaugurato nel 1956: tutt'altro che un semplice luogo di divertimenti per bambini. E' piuttosto la preziosa creazione collettiva di artisti di grande personalità, con un percorso letterario con mosaici, edifici e sculture immerse nel verde armonicamente integrati con l'ambiente: l'andamento è tortuoso, la folta vegetazione fa sì che le tappe abbiano sempre un effetto-sorpresa. Le siepi e gli alberi stessi contribuiscono a creare l'atmosfera e a ricostruire gli episodi delle avventure del burattino e di papà Geppetto. Non mancano attività culturali sempre rinnovate, mostre d'arte e di illustrazioni ispirate alla lettura per ragazzi, laboratori per creare burattini e spettacoli di marionette e cantastorie.
Un capolavoro settecentesco è il Giardino Garzoni con le sue geometrie fiorite, impreziosito da statue, scalinate, giochi d’acqua e fontane in cui nuotano i cigni. Accanto c'è la Collodi Butterfly House, ovvero la casa delle farfalle. E' una serra climatizzata di cristallo blindato dove vivono farfalle bellissime che si posano sui fiori. Un video continuamente proiettato nel piccolo museo annesso ripropone l'affascinante mistero del brutto bruco che esce dall'uovo per diventare farfalla dalle ali di arcobaleno. Più lontane, ma raggiungibili nell'arco di una giornata, da visitare città d'arte come Lucca, Firenze, Pisa e la Versilia.
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Si dice che in Toscana si mangi bene dovunque. E anche Montecatini e dintorni non si smentiscono. Dai piatti elaborati di cucina internazionale, quella dei grandi alberghi a quelli semplicissimi della tradizione contadina la scelta è vasta, e i vini toscani ne sono un degno abbinamento. Generoso anche qui l'autunno, con funghi porcini e tartufi, da gustare in abbinamento ad ingredienti semplici, come fagioli zolfini o ceci, o semplicemente su una fetta di pane "sciocco", senza sale ed un goccio di verdissimo olio nuovo.