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INCONTRI D'AUTORE


Da Ahkagar ad Akhenaton il "Figlio del Sole che Sorge"
Cronaca di un’Eclissi di 13.000 anni fa...

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di Alexander Màscàl
foto Matteo Saraggi

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“Come il simbolo del Sole che sta al centro dell’Universo, anche il grande tempio sorgeva nel centro della Città di Luce. Attorno si alzavano maestose le sette cinta murarie e i sette cortili che simboleggiavano i sette Pianeti del nostro sistema solare e in ognuno si ergeva un tempio più piccolo, in onore del Pianeta a cui era dedicato.
Le abitazioni erano collocate lungo la strada di arenaria cristallina che conduceva al grande tempio e circondate da stupendi giardini con statue, ruscelli e cascatelle di acqua che si gettavano in laghetti con ninfee e fior di loto, alberi e fiori meravigliosi. Lungo il sentiero colonnine di alabastro sorreggevano piccole pagode in cui zampillavano fontanelle di acqua limpida, e ombrosi alberi fornivano refrigerio alla sosta dei passanti. Il cielo azzurro e il Sole facevano da scenario a questo luogo fantastico.
Nel grande santuario solare, decorato con pitture policrome, enormi statue dei re erano rivolte verso l’altare di porfido verde che dominava la grandiosa scalinata su cui saliva Ahkagar, Grande Maestro e Sacerdote del Tempio del Sole.
In ogni angolo ardevano bracieri in cui bruciavano incenso e legni profumati che spandevano nell'aria gli odori inebrianti che inducono al misticismo, alla meditazione e avvicinano la mende agli dei.
Ahkagar vestiva la lunga veste sacerdotale per officiare il rito solare, bianca con ricami in oro e argento a simboleggiare il Sole e la Luna. I lunghi capelli bianchi come la barba fluente incorniciavano un viso su cui il Tempo aveva inciso parole di saggezza e conoscenze di occulti misteri. Dietro di lui venivano gli altri sacerdoti, seguiti dai giovani adepti con le corte tuniche giallo oro e dalle fanciulle anch'esse con la corta tunica, ma colore del cielo.
Il corteo avanzava intonando una nenia, fatta di suoni vocali e incomprensibili parole cadenzate dal ritmo di un tamburo.
Sulla sommità della piramide davanti all’altare di pietra il Grande Sacerdote si sarebbe avvicinato ancor più al suo Dio: lui, unico intermediario mistico tra i comuni mortale e lo splendore del dio Aton.
Il Sole splendeva alto, quando Ahkagar raggiunse la sommità. D’un tratto lentamente iniziò ad oscurarsi, sino a scomparire: l’eclissi segnava un momento di rito per uomini lontani da noi migliaia di anni: ... 13.000 prima dell'inizio dell'era di Cristo!
Tutti si inchinarono intonando una nenia funebre al Sole morente, ma non c’era terrore nei presenti perchè l’evento era stato annunciato dal Grande Sacerdote e vissuto come un momento di preghiera rivolto all'astro lucente e a questo evento simile alla vita: con la nascita, la morte e la rinascita.
Il Gran Sacerdote alzò le braccia al cielo e la sua voce divenne preghiera: “Oh, grande Dio Sole. Dio del Cielo, della Terra, delle Acque! Dio dell'Universo! A te Luce Possente che risorgi dal buio della notte che ha oscurato il giorno io rivolgo la mia preghiera: destati e riscalda i cuori dei tuoi adoratori che a te o Possente innalzano il loro canto di devozione”.

Così, a Posidonia, la capitale di Atlantide si accoglieva un’eclissi di Sole migliaia di anni prima che un altro "Figlio del Sole" innalzasse la sua preghiera all'Astro dorato, simbolo di Vita.

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Migliaia di anni dopo Aton, “il Sole Nascente”, sorgeva ancora, tra le sabbie del deserto, illuminando un uomo che saliva lentamente la grande scala di pietra che conduceva all’altare posto in cima alla piramide.
I suoi passi erano lenti, quasi rituali, come se ad ognuno egli meditasse. Di tanto in tanto si soffermava, volgendo lo sguardo verso il grande disco solare, poi s’inginocchiava, come a pregare.
I Sacerdoti del Tempio, con la lunga tunica bianca, coperta da pelli di leopardo, lo seguivano intonando un canto sommesso.
Sulla cima, accanto all’altare in un braciere dorato ardevano legni profumati. L’uomo gettò nel fuoco una manciata d’incenso. La fiamma rossastra divenne fumo biancastro che si alzò nel cielo come una preghiera che vuole giungere agli dei.
Dagli altari posti nei sette cortili che circondavano la piramide si alzò contemporaneamente un fumo odoroso d’incenso.
L’uomo alzò lentamente le braccia al cielo, come per offrire un'offerta invisibile, poi con voce possente iniziò la sua preghiera ad Aton, il dio Sole!
“Tutto quello che è su questa Terra, dalla montagna in cui si leva il Sole a quella dietro la quale tramonta, le terre e le acque, le piante e gli animali, uomini e case, tutto è offerto a Te, Sole vivo, Aton! O Grande Padre dell’Universo, possente generatore di vita, io dedico a Te ogni cosa. A Te grande Aton volgo la mia preghiera perchè il tuo Regno è sulla Terra, come in Cielo”.
Tutto attorno era silenzio. I fedeli s’inchinarono, trombe, liuti, sistri e flauti intonarono una dolce musica, mentre la folla intonò il canto: “Salute a Te, Aton! Gloria a te Re dei Re. Lunga vita a te Figlio del Sole: possente Akhenaton!”.

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E’ così, che il grande faraone Akhenaton, all’alba, a mezzogiorno e al tramonto, ripeteva lo stesso rito ad Aton, il dio Sole, “l’unico” dio!
Il Sole, nell’antico Egitto era associato alla divina persona del faraone. Era il dio Ra e, per la leggenda che lo lega alla sposa Iside, era Osiride la personificazione del ciclo vitale delle stagioni legate alla natura che muore e rinasce: simbolo di rigenerazione periodica, di resurrezione e di immortalità.
Nel 1372 a.C. in Egitto, durante la XVIII dinastia, a soli dodici anni Amenofi IV (divenuto poi Akhenaton), salì al trono del più vasto impero della sua epoca e in pochi anni gettò le basi del monoteismo cosmico: egli venerò un unico Dio... millenni prima della nascita del Cristianesimo! Sotto il suo regno si ebbe una profonda riforma religiosa: il primo esempio di misticismo che millenni fa diede vita a quello che potrebbe essere considerato un anticipo sul cattolicesimo.
Questa innovazione religiosa volta al dio Aton (il Sole), si basava sull’adorazione della Trinità rappresentata da padre, madre e figlio, per questo i figli e la sua sposa erano partecipi della sua natura divina. Il faraone era considerato il figlio di Aton e per queste “origini solari” il trono era riservato solo agli uomini.
La storia racconta che ci furono due esempi di donne elevate al rango di faraone: Hatshepsut che governò circa 20 anni, come reggente del figliastro Thutmose III, allora minorenne, e indossò la barba rituale, posticcia, e Nefertiti, il cui nome significa " venuta della bellezza sulla terra", moglie di Akhenaton.
Ma chi era questo enigmatico, misterioso faraone?
Sono molte le teorie che la Sfinge e la Grande Piramide siano molto più vecchi di quanto immaginiamo e che racchiudano il sapere della perduta Atlantide e la storia dell'umanità.
Secondo la tradizione Akhenaton discendeva dagli atlantidi che adoravano il disco solare. Anche Aton, il dio unico, era rappresentato dal disco solare i cui raggi orientati verso il basso, terminano con le mani che spesso sorreggono l’ankh, la croce egizia simbolo della vita, dell’immortalità e degli Iniziati. Era l’adorazione “dell’energia cosmica” di cui si diceva ne fosse plasmato lo stesso faraone, per questo nella nuova religione solare non vi era alcun simbolismo, mitologia, leggende, miracoli, santi o altri dei.
Il culto avveniva in una nuova città chiamata Akhetaton (Tell El Amarna), in cui il Sole era simboleggiato da un disco d’oro puro. La nuova metropoli sorgeva lungo il Nilo, lontano da Tebe, dove il faraone fece costruire un insieme monumentale di palazzi e di templi. La città era circondata da una cintura scarlatta di mattoni smaltati che costituivano la cinta esterna della città lunga parecchi chilometri. Gli edifici erano di una straordinaria bellezza, il loro splendore si levava all’orizzonte e tanta era la magnificenza che a chi la scorgeva da lontano, appariva come un miraggio nel deserto.
In vasche d’alabastro scorreva acqua scintillante, tutto attorno era una lussureggiante fioritura di fiori rari, di fior di loto, ibisco e tamarisco, tra cui vivevano, liberi, cerbiatti, ibis, fenicotteri, ghepardi addomesticati.

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Il parco era attraversato da un viale di sabbia rosa che conduceva ad un piccolo chiosco e chi transitava udiva l'eco dei canti che giungevano dal giardino centrale a forma di croce simbolo dell’irraggiamento della fede, dove si trovavano musici e danzatrici.
Attraverso la “Strada del Sole che Sorge” si arrivava ai piedi del gigantesco portico che dava accesso al palazzo del re.
Artisti, artigiani, operai, addetti all’abbellimento dei templi e scribi vivevano accanto al sovrano. Ogni abitazioni dei funzionari reali era circondata da un piccolo giardino bagnato da un torrentello. Il ceto medio, quello dei lavoratori, viveva nella vicina città operaia creata per coloro che intagliavano nella roccia le sepolture dei dignitari e ogni famiglia disponeva di una casa di quattro locali con giardino, non esisteva un ceto basso tutti vivevano dignitosamente, e non esisteva nemmeno un regime autoritario, tutti avevano possibilità di svago e assoluta libertà di pensiero. Persino l’arte aveva subito profonde innovazioni che lasciavano all’artista la più ampia libertà d’espressione nel riprodurre personaggi e scene della quotidianità, e mentre in altri luoghi gli artisti continuavano ad esprimere rappresentazioni umane idealistiche che proponevano individui nel pieno splendore della bellezza, giovinezza, e perfezione, a Tell El Amarna l'artista era libero di riprendere anche anziani, individui portatori di ogni tipo di malformazione o menomazione, lasciandoci così un importante documento realistico e non idealizzante di vita e personaggi di quel tempo.
Durante il governo di Akhenaton non vi furono guerre, né carestie: tutto era armonia, laboriosità religiosa e artistica. Morì dopo 17 anni di regno e si dice che ai piedi della sua bara fu posta una preghiera rivolta al dio Sole, in cui era scritto: “Chiamami per sempre con il mio nome, e io ti risponderò...”.

Gli succedette il giovane Tutankhaton che in onore del dio Amon riprese il nome di Tutankhamon, probabilmente pressato dai sacerdoti di Amon che ripresero il potere e per vendicarsi cancellarono il nome del faraone eretico. Ogni segno della sua presenza venne fatta sparire, fu persino vietato pronunciarne il nome e perchè il suo transito su questa terra fosse dimenticato e ovunque compariva il nome venne scalpellato affinché non vi rimanesse traccia. La sua sepoltura non fu mai trovata, anche se nel 1907 in una piccola tomba violata e il suo contenuto profanato, furono trovati i resti di una mummia putrefatta il cui nome, le gesta e ogni altro segno di riconoscimento era stato raschiato favorendo l’ipotesi che fosse la tomba del faraone Akhenaton.
Tell El Amarna venne rasa al suolo e le pietre usate per fare i templi che Ramesse II fece costruire sul Nilo.
Il primo culto solare ci riconduce alla mitica Atlantide e se cerchiamo di approfondire il mistero degli adoratori del Disco Solare, ritroviamo Akhenaton l’enigmatico faraone.

La madre, la regina Tiyi, era di origine Hyksos, come la moglie, la bella Nefertiti. Questo popolo influenzato dalla cultura indoeuropea aveva una religione solare che si dice ereditata dai superstiti di Atlantide.
Lo stesso aspetto fisico di questo faraone era talmente insolito da sembrarci provenire da un altro pianeta. I tratti sono androgini: né uomo né donna. Lo sguardo è magnetico e il viso esprime dolcezza, tenerezza, sensibilità inusuale e nulla ha del guerriero dedito alle battaglie, quale dovrebbe essere un faraone. Braccia e gambe sono di una magrezza deformante. I fianchi larghi e rotondi, il ventre gonfio come di donna incinta, il petto è incavato con seni prominenti quasi femminili. Su un esile collo lungo e flessibile poggia una enorme testa con il cranio allungato, pesantemente chino, il mento penzolante, la fronte sfuggente.
In realtà per queste malformazioni esistono alcune teorie.

Gli arti allungati, la deformazione ossea dello scheletro, potrebbero derivare dalla sindrome di Marfan, una malformazione genetica. Non dimentichiamo che la stirpe dei faraoni si diceva avesse origine divina e per questo i matrimoni avvenivano tra consanguinei e questo potrebbe essere la causa di degenerazioni della specie, con conseguenti malformazioni genetiche.
Per il viso allungato e il cranio dolicocefalo, vi sono invece delle teorie, sia scientifiche che legate a pratiche religiose e a misteriose razze.
Resta un mistero come in molte parti del mondo, in epoche in cui non vi era possibilità di incontri tra individui di altri continenti, civiltà di culture diverse possano avere adottato pratiche come quella di deformare il cranio dei neonati, utilizzando assicelle di legno in modo da renderli più lunghi o più larghi! Scheletri che presentano crani dolicocefali sono stati rinvenuti in Egitto, Iran, Perù, Messico, Borneo, e persino a Malta e in Europa.
Il cranio dei bambini veniva fasciato per modellarlo secondo i canoni estetici o religiosi imposti dalla loro cultura in modo da renderlo dolicocefalo, per qualche misteriosa motivazione che sfugge alle nostre conoscenze a meno che non ci si riallacci ad Atlantide e alle teorie dell'evoluzione umana.
Pare che i primi esempi di bipedi umani comparsi sulla Terra fossero l'Homo Erectus, un ominide da cui discendiamo, più evoluto rispetto al genere umano di quel tempo, e un altro detto macrocefalico la cui evoluzione era talmente avanzata che si sarebbe estinto proprio a causa dell'eccessiva intelligenza autodistruttiva: la razza di Atlantide.

Erroneamente l'intelligenza si paragonava al volume della testa e questo avrebbe indotto alcuni individui venuti in contatto con i sopravissuti a modificare le dimensioni della testa allungandola pensando di aumentarne le capacità celebrali.
Esiste anche una versione scientifica per questa malformazione genetica che è detta "di Smith".
Va notato che, sia il faraone Akhenaton che la moglie Nefertiti e le figliolette, sono sempre raffigurati con la testa dolicocefala, ma non ne conosco la ragione: se è una raffigurazione puramente idealistica o corrisponde alla realtà e se si tratta di malformazione genetica o conseguenza di quei canoni estetici o religiosi.

Era una pratica rituale, simile all'usanza giapponese di fasciare i piedi alle neonate, deformandoli in modo che rimanessero per sempre piccoli, oppure come in certe tribù: le "donne giraffa" birmane e tailandesi della tribù dei Kayan (o Padaung), che da piccole subiscono delle modifiche al collo provocate da anelli di bronzo che, aggiunti periodicamente, hanno lo scopo di ottenere un collo allungato in modo spaventoso. Stessa pratica tocca ai Masai che si allungano i lobi delle orecchie con pesantissimi orecchini e alle donne Mursi, dell'Etiopia, che portano i "piattelli labiali rotondi" che deformano orrendamente il labbro inferiore e la bocca, visto che vengono levati 5 incisivi per fare posto ai piatti che possono raggiungere anche 20 cm. Inutile specificare che si tratta di "degenerazioni" di tipo religioso e culturale.
Akhenaton conservava comunque un aspetto umano, ma nulla in lui ricorda i lineamenti di un terrestre e questo ci riconduce agli insegnamenti iniziatici che parlano della nostra primitiva razza descrivendola come androgina.
I Rosacroce spiegano che nei primi tempi dell’epoca iperborea, la Terra, la Luna e il Sole erano uniti e il corpo dell’uomo era ancora incompleto: ermafrodito conteneva entrambi i sessi ed era capace di riprodursi senza rapporti sessuali.
Distaccandosi, le forze dei corpi celesti non influenzarono più gli esseri in modo uniforme e ognuna li governò secondo la propria forza, maschile o femminile.

Il culto solare è legato all’androgino, il primo rappresentante della razza umana comparsa sulla Terra, e rappresenta la perfezione e l’immortalità.
Atlantide! Ovunque questo nome risuona misterioso e questa civiltà segna la storia e l'esistenza di un popolo che sempre più pare fosse veramente esistito e non sia solo frutto di leggende, ma lo si collega molto più indietro nel Tempo e in simbiosi con la Grande Piramide e la Sfinge che recano ancora i segni dell'acqua che le ha sommerse e incredibili ricongiungimenti con la stella Sirio... di uomini provenienti da altri pianeti.
Analizzando le scoperte e i ritrovamenti dell'antico Egitto non possiamo credere che un popolo così antico e primitivo abbia potuto raggiungere un così alto grado di civiltà e viene spontaneo immaginare "incontri ravvicinati" con civiltà molto progredite, creature provenienti da altri pianeti o che il loro sapere sia l'eredità culturale della perduta Atlantide.
L'uso di rasarsi il capo, la barba posticcia dei faraoni, farebbero pensare a uomini che indossassero un casco con un tubo per l'aria, proprio come i nostri astronauti o i piloti di aerei militari. Un'altra ipotesi mi viene pensando alle bende che avvolgevano le mummie e alla barca con cui il defunto sarebbe salito in cielo, il tutto è simile ad una tuta spaziale e ad un'astronave o un velivolo giunto dal cielo.
L'idea che gli esseri giunti dallo spazio, dal cielo, siano delle divinità, fa parte di molte culture, non dimentichiamo anche l'adorazione verso esseri alati, i cosiddetti "dei venuti dalle stelle", uno dei simboli egizi sono proprio le ali: lo stesso faraone è considerato una divinità, anche questo potrebbe fare pensare ad incontri con civiltà provenienti dallo spazio e considerati degli dei e quindi al loro viaggio su astronavi che li portavano sulla terra e poi li riportavano via e il loro grado di sapere li poneva agli occhi dei primitivi come degli dei da raggiungere...
Si parla di ritrovamenti anacronistici e a tale proposito ne citerò alcuni tratti da "Dimensione X", fascicoli, editore EDIPEM: "Nel 1954, nel corso degli scavi di Heluan vennero scoperti tessuti di una finezza straordinaria, fatti di un lino purissimo e resistentissimo, tali da poter essere oggi prodotti soltanto in una fabbrica specializzata e non con i rozzi telai che secondo noi dovevano essere in uso nell'Egitto di allora", e aggiunge di mappe astronomiche di una precisione sorprendente e lenti di cristallo perfettamente sferiche fabbricate con altissima precisione e che oggi si possono ottenere solo con un abrasivo speciale a base di ossido di cerio, che si produce con un processo elettrochimico ed è impossibile isolarlo senza l'utilizzo dell'energia elettrica, questo ci fa supporre che conoscessero l'elettricità.

E che dire della galvanizzazione di oggetti, della lavorazione di pietre come la diorite, delle straordinarie nozioni astronomiche, di strani ingranaggi simili a delle calcolatrici, e altri oggetti che "non dovrebbero e non avrebbero potuto trovarsi li in quel tempo".
Al Cairo, in un museo era esposto un oggetto di legno leggero, sicomoro, lungo una quindicina di centimetri e simile ad un modellino di aereo con una apertura alare di circa venti centimetri, quasi un giocattolo che qualche bimbo avrebbe potuto lanciare per vederlo planare dopo aver volato e databile a qualche secolo prima di Cristo. Ulteriori ricerche nei depositi del museo portarono al rinvenimento di altri oggetti simili di cui si suppone fossero muniti di piccoli motori.
E che dire delle famose "pile di Baghdad"? Alcuni oggetti "non identificati" conservati nel museo di Bagdad e studiati da un ingegnere tedesco, dimostrarono che si trattava di "pile elettriche"... e la loro composizione ci porterebbe all'Arca dell'Alleanza che racchiudeva le Tavole della Legge, la verga di Aronne, un vaso colmo di manna del deserto e che fulminava all'istante chi osasse toccarla.
Si dice che il Tempio di Salomone fosse protetto da numerosi parafulmini, pare che uno storico greco al ritorno dai suoi viaggi in Egitto portò con se due oggetti simili a spade che, piantate nel terreno con la punta volta verso l'alto avessero il potere di disperdere le nuvole, la grandine e la tempesta
E' noto che i sacerdoti avevano il potere di sollevarsi in aria, in levitazione e che aprissero enormi porte con il suono della voce, ricordate l'enorme porta di pietra, accesso nella montagna dove stava il covo dei ladroni della fiaba di "Alì Babà", io stessa ho visto recentemente una lampada elettrica accendersi con le vibrazioni prodotte dal battito delle mani e il suono della voce, e tutti apriamo le portiere dell'auto con il telecomando!
Pare anche che un monaco vissuto tre secoli dopo Cristo avesse assistito al volo di un disco raffigurante il Sole, in un tempio presso Alessandria d'Egitto: disco volante o cos'altro era?

Fino al XIV secolo in un monastero tibetano si poteva vedere levitare la salma imbalsamata di un riformatore, mentre in una chiesa abissina a volare a mezz'aria era una verga.
Si parla di magnetismo o ultrasuoni: normali conoscenze scientifiche ... ma ai nostri tempi.
Anche di Atlantide si è sempre detto che avesse raggiunto un grado di civiltà più avanzato della nostra attuale!
Venuti dalle stelle o eredità di Atlantide, l'unica spiegazione possibile è che "qualcuno o qualcosa" abbia consentito agli Egizi un così alto livello di cultura e tecnologia. Le pareti delle piramidi, i pavimenti e i soffitti sono coperti di geroglifici, pitture, figure, scene di vita del defunto e sono di una tale finezza, delicatezza e perfezione a più colori, che ci si domanda come si siano potute realizzare in locali interni e bui senza la necessaria sorgente di luce solare o artificiale. Consideriamo che non sono state utilizzate fiaccole perchè non vi è traccia di fuliggine o fumo, come si riscontra invece in locali chiusi in cui sia stato usato questo tipo di illuminazione, ancor più inverosimile sarebbe la teoria degli specchi riflettenti che ad ogni svolta di angolo, disperderebbero la luce lungo i corridoi e nulla giungerebbe al centro della piramide.
Scienza o fantascienza, leggenda o realtà? Non so voi, ma a me piace credere nelle favole, in fondo si dice che le leggende sono qualcosa che ci permette di fantasticare, e i sogni appagano i nostri desideri e quindi mi piace credere in ciò che dicevano gli Iniziati Greci: " Sono di questa Terra, ma la mia Razza... proviene dal cielo...".
 


 

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