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PALATI RAFFINATI

World Wine Symposium 2012: Emozioni con i “grandi” del vino alla manifestazione enologica più esclusiva al mondo

A Villa d’Este, location distesa sulle sponde del lago di Como, si è appena conclusa la quarta edizione del World Wine Symposium che, dall’8 al 11 Novembre, ha riunito i principali attori del mondo del vino: produttori, esperti, critici, giornalisti, collezionisti e rappresentanti di istituzioni nazionali ed europee, per discutere interessi comuni,  conoscere e condividere lo stato dell’arte e la visione sul futuro del vino. Tema centrale di questa edizione “Il mondo del vino a confronto con le sfide della globalizzazione”. Con il World Wine Symposium Villa d’Este diventa, per qualche giorno all’anno, il centro mondiale del vino.

di Mariella Belloni - foto by Canio Romaniello

Nell’affascinate cornice di Villa d’Este a Cernobbio, sul lago di Como, si è tenuto il World Wine Symposium, detto anche world-wine-symposium-2012-emozioni-con-i-grandi-del-vino-01Davos du vin, evento voluto e realizzato da François Mauss , già presidente e fondatore (nel 1996) del Grand Jury Européen, con l’obiettivo di creare un appuntamento al vertice delle referenze mondiali della vitivinicoltura, in cui poter riflettere e sviluppare nuove idee e concetti sul mondo enologico, un luogo di scambio a tutto tondo in cui sottolineare il bagaglio storico-culturale ed emozionale racchiuso in ogni vino.
Al simposio hanno partecipato persone provenienti da tutte le parti del mondo: produttori, fornitori, distributori, giornalisti, importatori ed esperti, oltre a speaker di fama:  David Khayat (France), Antonio Galloni & Enzo Vizzari (Italia), Gérard de Villiers (South Africa), Madame Thu-Lang Tran Wasescha (World Trade Organization),Yi Wang (China), Olivier Duha & Hubert de Bollard (France). A sottolineare la grande portata dell’evento la presenza di grandi produttori quali Pablo Alvarez (Vega-Sicilia, Espagne), Angelo Gaja (Italia), Egon Müller (Germania), Aubert de Villaine (la Romanée Conti) e Alain Vauthier (Château  Ausone a Bordeaux), padrini di questo appuntamento.

E’ straordinario che nessuno sia qui per vendere o promuovere i propri vini. il World Wine Symposium si prefigge lo scopo di permettere alle persone di incontrarsi e confrontarsi per sviluppare e concretizzare insieme idee nuove. Tutti conoscono Romanée-Conti o Château Ausone, ma qui si ha la possibilità di parlare con monsieur Vauthier, il proprietario, o con monsieur Magrez, proprietario di 32 Château, oppure con il conte Brachetti Peretti  prorietario de Il Pollenza.

Per il tema di questa edizione, “Il mondo del vino a confronto con le sfide della globalizzazione”, son stati sviluppati  6 seminari, 2 workshop, 3 degustazioni di grande prestigio (Masseto con Axel Heinz; Château Yquem con Pierre Lurton; Domaine de la Romanée-Conti con Aubert de Villaine).  Oltre alle degustazioni dei più importanti vini al mondo con una selezione di vini de la Romanée-Conti del 1966, non sono mancati momenti conviviali a cura dello chef di Villa d’Este, Michele Zambanini. Accanto alle sue prelibatezze, in occasione dell’apertura e della chiusura del simposio, sono state servite bollicine italiane: Cuvée Annamaria Clementi di Ca’ del Bosco per la serata di Benvenuto e Riserva del Fondatore Giulio Ferrari per la serata di Gala.

Particolarmente interessante il seminario “Evoluzione del vino nel mercato cinese” a cura di Yi Wang (membro del Grand Jury world-wine-symposium-2012-emozioni-con-i-grandi-del-vino-02Européen). La Cina, oggi seconda potenza economica  mondiale e ormai uno dei maggiori mercati per il vino di qualità, sta rapidamente aumentando la propria produzione. Da qui la necessità di conoscere in modo più profondo le ambizioni e le strategie di questo paese, che si appresta a diventare il più grande mercato mondiale per il vino. Anche Château Lafite, la marca più nota e gradita, si adatta alla Cina.  La crescita economica e sociale di questo microcosmo in evoluzione, stimola il consumo di vino come anche quello dei beni di lusso. Il livello qualitativo del bianco sta conquistando i consumatori cinesi, infatti i produttori cinesi stanno incrementando la produzione di bianco, soprattutto Riesling e Sauvignon blanc e assisteremo anche ad un forte incremento degli sparkling leggeri e fruttati, ad un prezzo accessibile.

Per la prima volta in occasione del Villa d'Este World Wine Symposium è
stato consegnato, durante la serata di Gala di sabato 10 novembre, il premio al "Seigneur du vin" ideato da Villa d'Este con Lalique, a Helmut Dönnhoff, che si è aggiudicato un prestigioso Crystal Plate Lalique.

Helmut Dönnhoff è una vera e propria leggenda vivente. A soli 22 anni, nel 1971, ha preso in mano la gestione della cantina di famiglia, viticoltori da oltre duecento anni, diventando prima responsabile della vinificazione, e poi proprietario della tenuta. In trent’anni è riuscito a rendere famosa la Nahe, dimostrando quali superlativi vini di importanza mondiale sia in grado di produrre questa zona un tempo bistrattata. Nessuno è riuscito a rendere lo stile della zona nei suoi prodotti quanto Helmut Dönnhoff, i cui vini non rispecchiano il vitigno, bensì l’intero ambiente dal quale provengono.  Dönnhoff non ha solo fatto moltissimo per la Nahe, i cui vini sono migliorati incredibilmente; negli ultimi trent’anni anche i suoi vini hanno conosciuto livelli qualitativi sempre più alti, raggiungendo fama internazionale grazie alla loro complessità ed eleganza.  Oggi la proprietà si estende per oltre 12 ettari, con il 75% degli appezzamenti, che presentano un suolo vulcanico o di ardesia, piantato con Riesling, il resto con Pinot Bianco e Pinot Grigio.  Il Riesling Auslese proviene dalla miglior vigna aziendale, la Niederhäuser Hermannshöhle, un vigneto molto vecchio e rinomato, piuttosto caldo, grazie all’esposizione sud, con un terreno vulcanico ricco di porfido disgregato, caratteristiche che donano al vino degli intensi aromi fruttati di pesca sciroppata, fico secco, pompelmo candito, frutta esotica, una lieve nota ammandorlata e una fine acidità. Deciso, intenso, grasso, con una vena acida ben evidente che dona grande freschezza è un vino elegante e pulito, decisamente fine e piacevole.

Il Mondo del Vino in Friuli Venezia Giulia

In questo vivo scambio di idee non potevano mancare i vini friulani, naturale espressione di quei valori autentici e profondo legame con il territorio. Così, nell’ambito del Friulano & Friends tour, nella giornata di sabato 10 novembre, ERSA, l’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, ha coordinato la presenza di una selezione di vini e prodotti agroalimentari del Friuli Venezia Giulia a Villa d’Este.
Il Friuli Venezia Giulia, regione situata nel più estremo nord est d’Italia, è un territorio di piccole dimensioni, con poco più di 8.000 kmq, ma è un vero e proprio scrigno di tesori con oltre 1500 aziende impegnate nel settore vinicolo, 10 zone a denominazione di origine controllata DOC, 2 delle quali interregionali, e tre DOCG. E’ un territorio ricco soprattutto di varietà a bacca bianca, sia autoctone che internazionali e una grossa fetta della sua fama è legata proprio ai vitigni autoctoni. Sono infatti pochissime le aree viticole che possono vantare tante varietà.  Vini quali la Ribolla gialla, la Malvasia Istriana, la Vitovska, il Ramandolo, il Picolit, il Verduzzo, il Refosco dal peduncolo rosso, lo Schioppettino, il Pignolo, il Terrano e il Tazzelenghe appartengono al patrimonio della viticoltura del Friuli Venezia Giulia e hanno fatto la storia del vino della regione. Su tutti primeggia il Tocai, quello che oggi chiamiamo “Friulano”.

Maserati partecipa al World Wine Symposium 2012

Maserati e i suoi collaudatori sono stati presenti per tutta la durata della quarta edizione del World Wine  Symposium con varie vetture, esposte nei giardini della Villa e disponibili per test drive riservati ai numerosi ospiti d’eccellenza. Le automobili del Tridente hanno riscosso un notevole successo e hanno generato un grande interesse tra i convenuti.

Villa d’Este: Sulla riva più scenografica del lago di Como si apre un cancello che racchiude un mondo, e dischiude un orizzonte

Antica residenza del Cardinale Tolomeo Gallio, Villa d’Este, albergo dal 1873, è oggi uno degli hotels più belli e visitati del mondo, dove il tempo sembra essersi fermato. Un paradiso immerso in un parco di dieci ettari con migliaia di piante centenarie a pochi chilometri da Milano, per secoli dimora dell’aristocrazia europea. Considerata una delle più belle opere architettoniche del Cinquecento, Villa d’Este è stata progettata da Pellegrino Pellegrini detto “Il Tibaldi”. Nei suoi saloni si ammirano opere d’arte  tra le quali alcune di scuola francese, altre della scuola del Canova  e decorazioni di Andrea Appiani. Nel parco, il Ninfeo di Pellegrino Pellegrini, la Fontana dell’Ercole, il Tempietto di Telemaco. Un albergo famoso e pluripremiato che propone servizi esclusivi ed è ogni anno al centro di eventi che richiamano numerosi appassionati.


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