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PALATI RAFFINATI

GATTINARA E GHEMME:

DUE RARE E PREGEVOLI ESPRESSIONI DEL NOBILE NEBBIOLO

FIGLIE DI UN TERRITORIO VOCATO

di Mariella Belloni - foto Giulio Ziletti

Il paesaggio novarese possiede un fascino semplice e discreto, di una bellezza particolare e suggestiva: distese d’acqua con risaie rispecchiamo il cielo della bassa pianura, coltivazioni interrotte da filari di pioppi e da cascinali sparsi, boschi e fiumi regno di lontre e aironi, dolci colline di vigneti, sino alla verde conca del Cusio punteggiata da campanili, villaggi e monti silenti.
Ecco allora svelarsi un ricco panorama culturale, artistico ed architettonico, dove le testimonianze di antico e moderno mirabilmente si fondono; ecco riaffiorare le memorie del passato e delle sue tradizioni, dove, accanto ai grandi eventi della storia ufficiale, vi sono quelli più intimi di ogni comunità.
Gli scenari naturalistici delle pianure e delle colline novaresi fanno da cornice alle architetture millenarie dei piccoli e medi agglomerati urbani.

Dalle campagne novaresi attraverso le antiche terre del vino

Nel Vercellese e Novarese, si sa, la cultura del vino è di antica data. Il vino di queste terre vanta una storia millenaria: Bibe Vivas Lultis Annis - bevi che campi cent’anni - è il motto che compare su di una coppa vitrea risalente al IV-V secolo, rinvenuta nel 1675 nelle campagne attorno a Castellazzo, oggi custodita al Civico Museo Archeologico di Milano.
gattinaraeghemme_01Quando si pensa alle Colline Novaresi, quando si dice Fara, Sizzano, Ghemme, Boca, ancor prima che ai luoghi il ricordo va ai colori ed ai sapori di certi antichissimi vini. Oggi sono fra i più celebrati D.O.C. del Piemonte, mentre il Ghemme ha ottenuto la preziosa D.O.C.G., ma già Plinio nel I sec. d.C, ne ricorda le singolari caratteristiche nella sua Naturalis Historia. E, forse, non è dovuto al caso che il nome del vino identifichi con quello dei luoghi di origine. La coltura della vigna è parte della cultura di una civiltà che ha modellato il paesaggio dando forma ad un mondo dove arte, tradizione ed economia sono ancora oggi indissolubilmente legate al ciclo della vendemmia.
Ai piedi delle Alpi tra i fiumi Sesia e Ticino si estendono colline moreniche che, grazie al microclima favorevole, sono particolarmente vocate alla coltivazione della vite ed alla produzione di alcune tra le più prestigiose D.O.C. e D.O.C.G. del Piemonte.
Le “colline novaresi”, che hanno come sfondo l’immensa parete del Monte Rosa e che sono di origine fluvio-glaciale, troneggiano su un’area che arriva a Romagnano Sesia, sale a Boca per scendere a Ghemme, Sizzano e Fara Novarese.

In questo territorio formatosi circa cinquanta milioni di anni fa dallo scioglimento dei ghiacciai emerge, tra tutti i vitigni, il Nebbiolo. Le sue uve, assemblate in diversi dosaggi alla Vespolina, alla Croatina e alla Bonarda Novarese o Uva Rara, danno specificità e tipicità ai prestigiosi vini:D.O.C.G. Ghemme, D.O.C. Boca, Fara e Sizzano sono state riconosciute nel 1969; Ghemme nel 1997, ha ottenuto la D.O.C.G.. Nel 1994 è stata istituita la D.O.C. Colline Novaresi in sette tipologie e prodotta nei territori di 25 Comuni collinari della Provincia di Novara (purchè la giacitura e l’esposizione siano idonee alla produzione di vino di qualità).
Ghemme conta circa 4.000 abitanti: è posto all’imbocco della Valsesia a 24 Km da Novara lungo la statale 299 Novara-Alagna. Le origini certe di Ghemme risalgono al periodo Neolitico, come testimoniano numerosi ritrovamenti avvenuti sulla collina prospicente il centro abitato. Durante il periodo romano con il nome di Pagus Agaminus (da cui derivò l’antico nome Agamium) viene ripetutamente citato ai tempi di Plinio. Numerose altre testimonianze attestano la presenza antica di Ghemme, come ad esempio la lettera di Sant’Eusebio agli “Agamini ad Palatium” del 356 d.C. L’antica denominazione di Agamium, che deriva dal nome della popolazione di origine celtica: gli “Agamini”, ha avuto un’evoluzione nel tempo: Agamium Agheme -Gheme - Ghemme.

La popolazione di Ghemme è stata sempre dedita all’agricoltura, con particolare riguardo al settore vitivinicolo. Dagli anni ’70 ha ripreso pieno vigore il settore vitivinicolo che è oggi all’avanguardia sia per quanto riguarda la viticultura, con esperienze pluriennali di lotta guidata ed integrata, sia per la vinificazione. Ghemme è sinonimo di buon vino, da sempre apprezzato ed oramai conosciuto in tutto il mondo e fa parte del Gotha dei vini italiani: Ghemme è infatti classificata tra le Città del vino. Dal 1969 il Ghemme ha ricevuto la D.O.C. (Denominazione d’origine Controllata). Il disciplinare D.O.C. prevede che venga prodotto con le seguenti caratteristiche: Nebbiolo(o Spanna) dal 60 all’80% - Vespolina Novarese (uva rara) 15% massimo. Zona di produzione: Ghemme e Romagnano Sesia. Si abbina ottimamente con: arrosti, risotti, pollame e cacciagione.

L’aristocratico dal gusto unico

L’amore per la propria terra, la passione per la vigna, la ricerca della qualità assoluta e la volontà di ottenere un Gattinara unico, sono le radici da cui nasce il Gattinara Travaglini.
L’azienda vitivinicola Travaglini, collocata nel cuore delle colline di Gattinara, comprende 59 ettari in proprietà a vocazione viticola, di cui 42 attualmente a vigneto ed altri in fase di impianto. Dal vitigno Nebbiolo (localmente denominato “Spanna”) si produce il “Gattinara DOCG” vino di grande struttura e longevità, ed in piccola parte un vino giovane d’annata di nome “Cinzia”. E’ un’azienda a conduzione famigliare in cui l’esperienza e la passione per la qualità di Arturo Travaglini, che già nel 1958 produceva Gattinara, è stata ereditata dal figlio Giancarlo. Oggi conducono questa prestigiosa azienda la moglie Liliana e la figlia Cinzia con il marito Massimo (Winemaker). In tutti questi anni, in Casa Travaglini, la passione per il mestiere, l’impegno per arrivare ad una produzione qualitativamente superiore e la volontà di ottenere sempre solo risultati di altissimi livelli sono sempre gli stessi.

gattinaraeghemme_03Nei vigneti Travaglini viene coltivato esclusivamente il vitigno Nebbiolo, piuttosto vigoroso, la cui produzione è soprattutto dipendente dall’andamento climatico primaverile, se questa stagione decorre piovosa e fredda, la produzione risulta notevolmente limitata, mentre è abbastanza abbondante in caso di primavere calde e poco piovose. Il grappolo è di dimensioni medio-grande (circa 20 cm), la forma piramidale allungata, abbastanza compatto, sempre alato. Per l’azienda Travaglini il processo di vinificazione rappresenta il punto iniziale per ottenere un vino di grande qualità, unito ad una perfetta sanità delle proprie uve. In cantina la ricerca della qualità è nelle mani dell’uomo ed in casa Travaglini si è investito molto in ricerca e tecnologia innovativa: analisi del mosto, fermentazione in vinificatori inox a temperatura controllata, microssigenazione; ottenendo così una vinificazione naturale  e tecnologicamente avanzata. E’ con l’invecchiamento del vino Gattinara così ottenuto che avviene “l’abbraccio” tra la moderna tecnologia e la tradizione del legno: le botti di Rovere di Slavonia custodiscono ed affinano nel tempo (come da disciplinare almeno 2 anni per il Gattinara Selezione ed il Tre Vigne, ed almeno 3 anni per la Riserva) quel “nettare” che sarà poi il Gattinara DOCG.

Un grande vino non poteva certo finire in una normale bottiglia così Giancarlo Travaglini, già nel 1959 ha pensato  ad un’opera d’arte: una bottiglia particolare con la quale si può servire il vino sulle tavole più prestigiose del mondo, permettendo durante la “decantazione” o “scaraffatura” di trattenere l’eventuale sedimento naturale che un grande Gattinara, riposando negli anni, può formare. Una bottiglia elegante e opportunamente studiata per la conservazione e l’invecchiamento in cantina.  Sicuramente verrete abbagliati dalla fragranza di questo nobile e eccellente vino che dal 1990 vanta il prestigioso riconoscimento DOCG  che riconosce il distretto produttivo di Gattinara, e l’alta qualità del vino prodotto nel suo territorio.
Un grande vigneto è stato in questi anni impostato su una roccia piuttosto friabile e collocato a 280-320 mt s.l.m. Il suo microclima, favorito dalla corona collinare, dona uva con pienezza di composti che costituiscono il corpo del vino Gattinara Travaglini.
Il vigneto “Ronchi” che è stato uno dei più alti dell’azienda agricola Travaglini Giancarlo, vegeta un terreno roccioso e produce uva che conferisce al vino un profumo assai spiccato di carattere particolarmente fruttato.

La composizione del suolo da cui trae origine il prodotto di Casa Travaglini è do origine rocciosa. Circa 150 milioni di anni fa in seguito al loro scioglimento parziale, i ghiacciai della catena del Monte Rosa hanno trasportato a valle detriti erosi durante il  loro cammino, andando a formare rilievi tra i 280-420 metri  di altitudine. In virtù di ciò, le colline gattinaresi hanno la stessa composizione minearologica delle Alpi: si trovano graniti, porfidi, quarzi ed abbondanti minerali di ferro che conferiscono il tipico colore  rossiccio  al terreno. Si tratta di un terreno leggero, ricco di scheletro dovuto alla presenza di sedimenti rocciosi del Monte Rosa, a forte reazione acida causata dall’assenza di calcare e scarso carbonato di calcio e magnesio. Queste caratteristiche piuttosto rare per altri terreni da vite italiani ed estgeri fanno del Gattinara un vino unico e ricco di sensazioni olfattive. La giacitura impervia di queste colline e la ricerca delle migliori esposizioni hanno indotto Travaglini a scelte “coraggiose”: in primo luogo la sistemazione degli impianti dei vigneti, costruiti con grandi massi di roccia autoctona elevando muri di contenimento a secco, quindi, la sostituzione dei vecchi sistemi di allevamento (a pergola ed a maggiorino), anche se molto più produttivi, con il sistema guyot semplice a potatura corta e l’infittimento di ceppi per ettaro, fanno di Travaglini un vero pioniere della cosiddetta “Viticoltura enoica”.

Il clima della zona di produzione è tipico dell’area pedemontana. Un clima mite rispetto a quello della pianura, grazie al processo di inversione termica che permette di avere una distribuzione delle precipitazioni  piovose sia in primavera  sia in autunno ed una ventilazione del vigneto favorita da ingressi quasi quotidiani di venti “discendenti” provenienti dall’arco alpino. La nebbia è su queste colline un fenomeno molto raro, che si verifica solo qualche giorno all’anno e mai oltre i 300 mt di altitudine. In inverno sono frequenti le precipitazioni nevose, che aiutano il lento processo di sedimentazione del terreno.

gattinaraeghemme_02Il Gattinara di Travaglini si presenta con le inconfondibili caratteristiche organolettiche che rendono unico questo grande vino: l’intenso colore rosso granato ed i profumi di rosa e viola con note di liquirizia, di spezie e di sottobosco. Un vino che appaga i palati più esigenti e sa affascinare con la sua morbidezza e rotondità gli amanti delle sensazioni più eleganti ed intense. Il Gattinara è un vino austero, nobile che trova ottimale abbinamento con cacciagione ed arrosti. Ben si adatta a tutti i piatti robusti e strutturati, ai formaggi erborinati a pasta dura. Tali caratteristiche hanno permesso al Gattinara Travaglini di classificarsi fra i TOP 100 dell’autorevole Wine Spectator, oltre a numerosi altri riconoscimenti assegnati dalla prestigiosa guida “Duemilavini” dell’Associazione Italiana Sommelier.
I prodotti: Gattinara D.O.C.G. Selezione; Gattinara D.O.C.G. “Tre Vigne”; Gattinara D.O.C.G. Riserva; Nebbiolo D.O.C. “Coste della Sesia” ed il “Cinzia”, vino giovane d’annata; il “Sogno”, vino rosso rubino intenso e profondo. L’aroma caldo, balsamico, con note di pepe, frutta matura e sottospirito. Il gusto corposo, intenso con caldi aromi fruttati e tannini vellutati.
Azienda TRAVAGLINI:
www.travaglinigattinara.it  Tel. 0163 833588

Gusti e profumi unici e singolari

In Alto Piemonte “Il Chiosso” rappresenta un vigneto delimitato da un muro di pietra: tale cinta simboleggia l’importanza attribuita dai viticultori a un determinato cru per la sua propensione a creare vini unici. Astraendo il medesimo concetto  si è voluto creare una realtà vitivinicola che eccelle nella qualità di tutte le denominazioni vinificate nella nuova cantina di Gattinara. Essa è condotta personalmente da Nicola, Carlo e Marco e vanta la possibilità di ottenere uve dai più importanti cru storici delle colline dell’Alto Piemonte in prestigiose denominazioni quali Gattinara, Ghemme e Fara.
Nella assoluta convinzione che il terroir dell’Alto Piemonte possa dare vini incredibili sotto qualsiasi aspetto, l’azienda si è prefissa  l‘obiettivo di coltivare personalmente viti nel più assoluto rispetto della natura e dei suoi ritmi e di vinificarli nel più tradizionale dei modi, tutto questo per lasciar esprimere in bottiglia la pura essenza del vino con tutta la sua  prorompente personalità ricca di sfumature.
I prodotti: Gattinara “Chiosso” D.O.C.G.; Ghemme D.O.C.G.; Nebbiolo D.O.C.; Fara D.O.C.; Vespolina D.O.C.; Ficorosso e Paglierino Bianco D.O.C.
IL CHIOSSO Cantina Vini Alto Piemonte Gattinar a:
www.ilchiosso.it - Tel. 0163 826739

Il nome “Mirù” affonda le sue origini nel lontano ‘500, infatti alcuni scritti dell’epoca annoverano nel territorio di Ghemme, una famiglia di viticoltori originaria di Arluno, detta “Mirù”. La storia moderna della famiglia Arlunno inizia nei primi anni del ‘900. Nell’immediato dopoguerra nonno Pietro arriva a produrre 400 quintali di uve che poi trasforma in vino, ma in seguito a causa del massiccio abbandono delle campagne, innescato dalla forte industrializzazione del territorio, l’azienda agricola subisce un drastico ridimensionamento, fino a ridursi ad un piccolo vigneto di 3000 metri quadrati con il quale a malapena si copre il fabbisogno dei vari nuclei famigliari.
Nel 1978 Eugenio Arlunno decide di rimboccarsi le maniche e di ricominciare quasi dal nulla l’attività viticola, sostenuto da una piena fiducia nella vocazione del territorio e nella qualità dei vini che qui si producono. La sua passione è così autentica che per più di 10 anni ha rivestito la carica di Presidente del Consorzio di Tutela Nebbioli Alto Piemonte.

Negli anni ’90 la conduzione dell’azienda passa sotto l’esperienza di una donna del vino, Bruna Zecchinato che ha tramandato la stessa passione e lo stesso amore per le viti al nipote Marco Arlunno, winemaker e dal 2009 titolare dell’azienda.
Attualmente l’azienda che continua ad essere a conduzione famigliare, può contare su 8 ettari di vigneto gestito con cura, dedizione e passione dai discendenti di questa antica famiglia Cantina leader di una delle più piccole denominazioni di origine controllata e garantita del Piemonte, particolare espressione della Regina delle uve regionali, il Nebbiolo. L’eleganza del Nebbiolo che esprime in questo territorio tutta la sua essenza, attraverso gusti e profumi unici e singolari. La vite è allevata nei vigneti più giovani - zona ‘Carelle’ - con alta densità d’impianto a Guyot semplice, mentre nei più vecchi - ‘Cavenago’ e ‘Rossini’ - si privilegia il Guyot doppio.
I vigneti sono impiantati con i soli vitigni tipici del territorio - Nebbiolo Vespolina, Erbaluce ed Uva Rara - e condotti direttamente dalla famiglia, cercando di limitare al massino l’impatto ambientale con la tecnica della “Lotta Guidata ed Integrata”, già in collaborazione con l’Università di Milano dal 1986, rispettando così la naturalità delle uve e dell’ambiente circostante.
I prodotti: Ghemme D.O.C.G.; Ghemme D.O.C.G. Riserva; Colline Novaresi Vespolina D.O.C.; Colline Novaresi Uva rara D.O.C.; Colline Novaresi Bianco D.O.C.; colline Novaresi Nebbiolo D.O.C.
MIRU’ Azienda Agricola - Ghemme - Tel.  0163 840032

Sapori e profumi delle terre novaresi

Il novarese offre ai suoi visitatori anche profumi e sapori unici che affondano le loro antiche origini nella tradizione contadina di queste terre. Su tutto il territorio si snodano diversi itinerari del “buon gusto” che vanno dai ristoranti orientati verso le proposte più raffinate per reinterpretare la tradizione culinaria locale, alle osterie, trattorie ed agriturismi che propongono i sapori più autentici. Inoltre produttori agricoli e viticoltori Vi accoglieranno nelle loro aziende dove acquistare prodotti genuini, freschi e di alta qualità del ricco patrimonio enogastronomico con le eccellenze che hanno reso grande la cultura culinaria e vinicola del Novarese… un invito alla buona tavola e al buon bere.

Quel che di meglio dà la natura, sulla soleggiata collina dominante il borgo di Ghemme, è racchiuso nei prodotti dell’azienda agricola Il Cavenago a Ghemme.
Atmosfera d’altri tempi, tanto verde e tranquillità sono le caratteristiche dell’agriturismo ‘Il Cavenago’, situato all’interno della villa seicentesca fortificata immersa tra i filari di Nebbiolo e con uno splendido sguardo sul massiccio del Monte Rosa. L’agriturismo, composto da tre saloni rigorosamente mantenuti allo stato originale, offre piatti tipici e cucina casalinga preparati dalla padrona di casa e accompagnati dai rinomati vini delle colline novaresi.  Situato in un contesto paesaggistico tipico delle colline novaresi, offre ai suoi ospiti un ambiente familiare ed elegante.
La location si presta per organizzare cerimonie, convegni e riunioni in un contesto suggestivo e riservato.
A disposizione degli ospiti un naturale e ampio parco panoramico per merende, giochi o semplici e rilassanti passeggiate tra gli animali della nostra fattoria.
L’agriturismo  Il Cavenago mette a disposizione degli ospiti 4 camere e una suite ristrutturate e arredate in stile, tutte con bagno, soppalco, TV satellitare e collegamento internet Wi-Fi.
Si possono visitare gli allevamenti di oche, anatre, conigli, faraone, polli e galline ovaiole.
Agirturismo il CAVENAGO:
www.ilcavenago.it  - Tel. 0163 840215


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