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ARTE E DINTORNI

UMBRIA: LUCA SIGNORELLI, DE INGEGNO ET SPIRTO PELEGRINO

(Giovanni Santi, padre di Raffaelo in Cronaca rimata)

Un grande evento culturale che coinvolge diverse località umbre fino al 26 agosto 2012.

 di Donatello Urbani

 

Luca Signorelli (Cortona 1450 ca-1523), è uno dei più importanti maestri del Rinascimento italiano.

Questa rassegna monografica aperta al pubblico dal 21 aprile 2012 al 26 agosto 2012, giunta dopo quella di Firenze del lontano 1953, presenta oltre 100 opere, di cui 66 del pittore cortonese e si articola in tre sedi espositive: a Perugia nella Galleria Nazionale dell’Umbria, a Orvieto nel Duomo, nel Museo dell’Opera e nella Chiesa dei Santi Apostoli, a Città di Castello nella Pinacoteca Comunale.
E’ un grande evento e per la sua vastità ha richiamato su di sé l’interesse delle maggiori istituzioni culturali mondiali. Già presentato  a Londra, Parigi e Berlino,  è stato dotato di un badget di oltre €.2.500.000 ed é  promosso dalla Regione Umbria, dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, insieme alle Province di Perugia e di Terni, ai Comuni di Perugia, Città di Castello e Orvieto, alle Diocesi di Perugia, Città di Castello e Orvieto, all’Opera del Duomo di Orvieto, alle Fondazioni delle Casse di Risparmio di Perugia, Città di Castello e Orvieto, alle Camere di Commercio di Perugia e di Terni ed all’Università degli Studi di Perugia. L’organizzazione e promozione dell’evento è stata affidata a Civita, un vero specialista nel fornire servizi agli eventi culturali.

La mostra dedicata a Luca Signorelli segna un’ulteriore tappa nel percorso per valorizzare gli artisti più rappresentativi della stagione rinascimentale in Umbria che fu inaugurato nel 2004 con la mostra Perugino il divin pittore, proseguito nel 2008 con la mostra dedicata a Pintoricchio e nel 2009/2010 con la mostra dedicata a Piermatteo d'Amelia.

Nella sede della Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia sarà illustrata l'intera carriera artistica di Luca Signorelli, a partire dalla sua formazione.
All’inizio del percorso espositivo incontriamo le Madonne di Boston, Oxford e Venezia, che, messe a confronto con l’affresco staccato di Città di Castello testimoniano l’effettiva fisionomia artistica dell’esordiente maestro cortonese, come ritenuto da Bernard Berenson; il quale, anche a dire di Giorgio Vasari, mosse i primi passi all’ombra del grande maestro Piero della Francesca.

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Seguace di Piero della Francesca (Luca Signorelli ?) Madonna con il bambino e un angelo- Boston, Museum of Fine Arts- 1465-1475 olio su tavola

 

A dimostrazione di ciò la mostra mette a confronto queste opere con  la Madonna di Senigallia, capolavoro maturo del pittore di San Sepolcro che dialoga, inoltre, anche con il polittico di Sant’Antonio da Padova, entrambi concessi in prestito e stabilmente conservati nella Galleria Nazionale delle Marche a Urbino.

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Piero della Francesca: Madonna di Senigallia- Urbino, Galleria Nazionale delle Marche olio su tavola,- 1474 circa. 

Dopo l’esordio pierfrancescano, la mostra focalizza la svolta che il percorso artistico di Signorelli compie nella seconda metà degli anni settanta, dopo l’incontro con il Verrocchio a Firenze. La testa di San Girolamo, opera ascrivibile a quest’ultimo, permette di  comprendere il senso di questa svolta, comune peraltro ad altri artisti come Perugino e Bartolomeo della Gatta, attivi in quegli stessi anni, accanto al Verrocchio e, naturalmente, presenti in mostra con opere di quel periodo.

Capolavoro giovanile del Signorelli e punto di snodo del percorso espositivo è la cosiddetta Pala di Sant’Onofrio del Duomo di Perugia, realizzata nel 1484 quando la diocesi di Perugia è retta dal vescovo cortonese Dionisio Vannucci, nipote e successore come vescovo del più famoso Jacopo.
Qui il maestro, che ha appena concluso la sua breve ma esaltante esperienza sui ponteggi della Cappella Sistina, raggiunge l’apice della sua potenza espressiva.
Giorgio Vasari ci presenta Luca Signorelli un uomo colto, affabile, gentile e dai modi raffinati, anche nel vestire, che contrasta con l’artista dallo stile impetuoso e tragico della sua pittura, come ha osservato Vittoria Garibaldi, una delle curatrici di questa rassegna.

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Luca Signorelli: Vergine con il Bambino e i santi Giovanni Battista, Onofrio, Lorenzo (?), Ercolano (?) e un angelo. Perugia, Museo Capitolare della Cattedrale di San Lorenzo olio su tavola, 1483/84

Il percorso prosegue, poi, attraverso una serie di dipinti, molti dei quali considerati indiscutibili vertici della pittura rinascimentale italiana, come il Tondo di Monaco o la Madonna Medici e si conlude con una selezione di disegni provenienti dal Louvre, dagli Uffizi, dal British Museum e da altre collezioni. Questa parte della rassegna è di fondamentale importanza per capire quale ruolo abbia avuto la progettazione grafica nella costruzione della grandiosa ed eroica umanità del Signorelli. 
Nel Duomo di Orvieto Luca Signorelli ha affrescato il grandioso ciclo del Giudizio Universale nella Cappella Nova o di San Brizio  (1499-1504), culmine della pittura rinascimentale, con le famosissime immagini del Finimondo, dell’Inferno e del Paradiso.
La decorazione, avviata nel 1447 da Beato Angelico, fu portata avanti e compiuta da Signorelli che ne fece vertice sommo del nuovo stile, impareggiabile se non dai grandi maestri, come Michelangelo che ne trasse ispirazione e insegnamento per il Giudizio della Cappella Sistina.

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Orvieto, Duomo Cappella di San Brizio - Luca  Signorelli: Il Paradiso

 

Nel Museo dell’Opera del Duomo (MODO) si conserva la tavola raffigurante Santa Maria Maddalena. Per l’occasione le opere sono state riunite in uno spazio interamente dedicato all’artista cortonese dove è allestito anche il cantiere di restauro della Pala di Paciano, aperto al pubblico.
Dal Museo è possibile accedere, per la prima volta dopo il restauro, alla Libreria Albèri: un suggestivo ambiente rinascimentale decorato negli anni del cantiere signorelliano con soggetti profani ispirati al linguaggio artistico del maestro. Fu edificata nel 1499 tra la cattedrale e il nucleo più antico dei Palazzi Papali, per accogliere la biblioteca del vescovo Antonio Albèri (1423 ca -1505), già arcidiacono del duomo nonché precettore del futuro papa Pio III Piccolomini, che la donò per testamento all’Opera del Duomo. Il ciclo di affreschi che ne orna le pareti è dedicato ai più famosi autori delle discipline presenti nelle sezioni della biblioteca.

Questo spazio d’eccezione accoglie alcuni volumi incunaboli appartenenti alla collezione di Albèri e oggi conservati presso la Biblioteca Comunale di Orvieto, oltre a registri originali dell’Archivio di Stato e dell’Archivio dell’Opera del Duomo che documentano gli incarichi e l’attività orvietana di Signorelli. Viene qui esposto anche il raro dipinto su terracotta che ritrae Luca Signorelli e Niccolò Franchi, camerlengo della Fabbrica, probabile opera autografa dello stesso Signorelli.

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Luca Signorelli (?) Luca Signorelli e Niccolò Franchi-Orvieto Museo dell'Opera del Duomo  affresco su tegola

Nella Chiesa dei Santi Apostoli, concessa nel 1625 alla Compagnia di Gesù e quindi ristrutturata secondo gli schemi di epoca barocca, è allestita una significativa rassegna di dipinti del Novecento: sono le opere di Fabrizio Clerici (1913-1993) e di Livio Orazio Valentini (1920-2008) che illustrano la ricerca portata avanti in contesti diversi nel segno profondo di Signorelli. 

Il monumentale palazzo Vitelli alla Cannoniera, a Città di Castello, è il terzo sito della rassegna, per una precisa scelta dei curatori di non spostare dalla Pinacoteca Comunale alcun dipinto del maestro cortonese; anzi d’incrementare il già importante nucleo esistente con altre opere provenienti da collezioni italiane e straniere. Al tempo della signoria dei Vitelli, Città di Castello offrì al pittore molte, importanti occasioni di lavoro. Oltre ai ritratti di alcuni esponenti della famiglia Vitelli, l’artista eseguì infatti svariati dipinti per le principali chiese cittadine, a cui guardò con attenzione il giovane Raffaello. Restano a Città di Castello il bellissimo Martirio di San Sebastiano, l’appena restaurato gonfalone di San Giovanni Battista e la gigantesca pala di Santa Cecilia, opera tarda (1517 circa), ma di estremo interesse per comprendere il funzionamento della bottega signorelliana.

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Città di Castello, Pinacoteca Comunale- Luca Signorelli: Martirio di San Sebastiano

Dopo il 1510, Signorelli concesse ampio spazio ai suoi collaboratori, pur non mancando di fornire disegni, spunti e idee compositive. Accanto alle opere della Pinacoteca, vengono presentati una decina di dipinti. Fra questi il bel tondo della Galleria Comunale di Prato, alla cui esecuzione potrebbe aver concorso Francesco Signorelli, nipote dell’artista e suo principale collaboratore, i Santi Rocco e Sebastiano dell’Accademia Carrara di Bergamo, una Presentazione al Tempio di collezione privata e una serie, interessantissima, di predelle tuttora sottoposte al vaglio della critica per la loro storia antica scarsamente documentata (predella di Bucarest, pala di Castel Sant’Angelo, pala di Foiano della Chiana e dell’Assunzione di Cortona).
La mostra, articolata e complessa, grazie alla Regione Umbria potrà essere resa maggiormente fruibile anche attraverso due nuove applicazioni, compatibili sia con i sistemi Apple e Android, che con smartphone e tablet.

Dalla prima app non soltanto si potranno attingere le informazioni di carattere scientifico, turistico e organizzativo, ma sarà anche possibile effettuare una visita virtuale della Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto; mentre la seconda applicazione, in versione “light”, che sarà installata su venti IPad, permetterà ai visitatori della Galleria Nazionale dell’Umbria di approfondire le nozioni relative alle opere in mostra.
Accanto al favore del pubblico e al successo mediatico, queste mostre hanno stimolato numerose ricerche e studi, confluiti nei rispettivi cataloghi e in numerose pubblicazioni scientifiche, confermando l’importanza dell’Umbria nel panorama artistico italiano tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento.

Come per le altre grandi mostre dell’Umbria, anche per Signorelli sono promossi itinerari di visita nei siti che conservano opere dell’artista, in particolare nella Valtiberina: i poco noti ma fascinosi affreschi con Storie della Passione, che il pittore cortonese realizzò, verso il 1510, nell'Oratorio di San Crescentino a Morra, la chiesa-museo di Santa Croce di Umbertide con la tavola raffigurante la Deposizione dalla Croce del 1516 e, oltrepassando gli attuali confini amministrativi, lo stendardo di Sant’Antonio, conservato nella chiesa omonima di Sansepolcro. Senza dimenticare che Cortona, nella vicina provincia di Arezzo e sua città natale, conserva alcuni grandi capolavori come la Comunione degli Apostoli e il Compianto su Cristo morto nel Museo Diocesano, vero scrigno di opere d’arte.

INFO:

PERUGIA Galleria Nazionale dell’Umbria a Palazzo dei Priori. Corso Vannucci, 19. Informazioni e prenotazioni. 199 757513. Visite guidate e didattica. 199 151123. Orari. Tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00. Biglietti: Intero € 10,00. Ridotto €   8,00  gruppi di oltre 15 persone, minori di 18 e
maggiori di 65 anni, universitari con tesserino, possessori della Card Perugia Città Museo, titolari di apposite convenzioni e coupon. Scuole €  4,00 (elementari, medie e superiori). Integrato € 12,00 comprende la visita della Mostra e della Galleria Nazionale dell’Umbria. Signorelli Perugia Card  € 15,00 comprende la visita della Mostra, della Galleria Nazionale dell’Umbria e di altri siti del circuito Perugia Città Museo. Prenotazione € 1,50 per persona € 1,00 per studente. Audio guide € 5,00. Radioguide € 30,00  L’uso delle radioguide (microfono e auricolari) è obbligatorio anche per i gruppi con guida propria. Visite Guidate (per gruppi di massimo 25 persone). Catalogo Skira, pagine 336 con 170 illustrazioni a colori in brossura con alette, €.34,00.

 


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