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INCONTRI D'AUTORE
 

 "LA CUCINA ITALIANA.... PATRIMONIO DELL'UNESCO

di Alexander Màscàl

L'Italia è la nazione dell'enogastronomia e della buona cucina che, come si è detto e scritto recentemente: "Sono una realtà da salvare nell'Unesco, come patrimonio dell'Umanità". Non a caso in Italia ci sono le più famose Accademie della cucina, come la "Università delle Scienze Gastronomiche" di Pollenzo (CN) e la "ICIF- Italian Culinary Institute for Foreigners" di Costigliole d'Asti (AT), o associazioni come Slow Food, Papillon, l'ASA - Associazione Stampa Agroalimentare, guide come "Il Gambero Rosso", "Papillon", o enogastronomi come Bruno Gambarotta, Paolo Massobrio ed Edoardo Raspelli e cuochi come Gianfranco Vissani, Gualtiero Marchesi, scrittori come suor Germana, mentre gli 11.000 mq di spazio dedicato al meglio dell'enogastronomia fanno di "Eataly", a Torino, il più grande "mercato di qualità" enogastronomico del mondo.

E così nascono e proliferano siti di enogastronomia in un contagio collettivo che li porta a competere tra di loro ma purtroppo quasi sempre è come quando un addetto alla cucina vuole trasformarsi in chef ma non riesce ad essere nemmeno un cuoco...
Gli viene... ancora meglio... quando è convinto di esserlo...

Siamo l'Italia dei sapori, delle produzioni tipiche di ogni Regione, della buona cucina: quella che il mondo ci riconosce come "cultura storica del cibo"ma anche quella che troppo spesso gli italiani dimenticando le proprie radici la tradiscono per piatti dai nomi strani e dai contenuti "insoliti", come il "cervello di scimmia fritto" che un mio collega ha trovato... gustosissimo... quanto i lombrichi, le cavallette e le formiche...

De gustibus! Nulla da ridire se penso che gli australiani il nostrano coniglio lo considerato un piatto immondo, ma resto perplessa quando un piatto di deliziosi tortellini bolognesi (... me li sogno!) anziché in una "tipica trattoria emiliana" vanno a gustarli in un "tipico ristorante" cinese, africano o asiatico...

E poiché siamo in un'Italia che rinnega la propria cultura enogastronomica a beneficio di quella altrui, per questi ghiottoni del "famolo strano" sadicamente compongo il mio pranzetto regionale iniziando con una squisita carne cruda all'albese condita con olio umbro, qualche scaglia di parmigiano reggiano e di tartufo bianco, accompagnata da fette di pane di Altamura...

E che dire di qualche fetta di prosciutto San Daniele friulano, con un po' di speck del Trentino e due fettine di prosciutto crudo di Parma? O preferite qualche fetta di umbro prosciutto di Norcia accompagnate dai taralli pugliesi?

Vegetariani? E allora spazio ai formaggi con un carrello di delizie al latte! Pecorino sardo e caciocavallo calabro. Una bella scamorza della Basilicata con del pecorino romano.

Mancano i primi? E allora via all'incontro tra le regioni: un fumante piatto di spaghetti napoletani conditi con il pesto ligure... fatto con l'olio molisano e una fumante polenta condita con seiras o della fontina valdostana.
Dulcis in fundo una fetta di panettone lombardo o del pandoro veneto, magari accompagnati dai cantucci toscani.
E i vini? "Cin cin con tutti... purché siano italiani...", ma per gli astemi una bella spremuta di agrumi di Sicilia o torniamo in Piemonte: Torino è pur sempre la capitale storica in cui è nato il cioccolato, la bevanda degli dei... e dei golosi... per eccellenza.

"Turisti per caso"
www.turistipercaso.it
e
"Il giornale del cibo"
www.ilgiornaledelcibo.it


Cosa mi ha spinto a "curiosare" tra le pagine telematiche del sito "Turisti per Caso" è stato il collegamento con i nomi famosi degli ideatori e quella simpatia motivata dal seguire con interesse ogni loro puntata, indubbiamente nata anche dal mio scrivere di turismo con le sue componenti di folclore, enogastronomia, storia, cultura, ambiente e misteri: tutti ingredienti dei loro viaggi alla scoperta di paesaggi e cultura di terre lontane, recentemente ripresi in versione di "Velisti per caso", o forse quella simpatia nata nel leggere che la loro giovane Zoe, ora quattordicenne, ha le mie stesse passioni per streghe, dinosauri e mostri: non a caso scrivo di streghe e masche (streghe piemontesi), della preistoria, di draghi e mostri fantastici...

Abituati a considerare il "marchio" come sinonimo di garanzia siamo sempre più spesso attratti dalle lusinghe di un'ottima pubblicità o una splendida veste e diamo più attenzione alla fama del nome che alla vera essenza del prodotto... finendo di diventare vittime della nostra stessa credulità, ma ci sono pur sempre le eccezioni, come in questo caso.

"Turisti per caso" resta quel sito "blasonato" da seguire e approfittare delle sue offerte, come viaggi organizzati da agenzie turistiche o anche semplicemente per seguire gli itinerari descritti da quei lettori "Viaggiatori... non per caso", che narrano le loro esperienze di turisti in giro per il mondo.

Scoprire una rubrica interna, con il nome "Il Giornale del Cibo", "Turisti per Cibo", è stato un invito ad entrare in quelle pagine per vedere se la giovane Zoe stava calcando le orme dei genitori gestendo un proprio spazio "antidoto" ad eventuali cibi... non ben identificati, "gustati" soggiornando in paesi gastronomicamente diversi dal nostro e già sorridevo ricordando le disavventure narratemi da una cara amica (inviata di una famosa trasmissione televisiva), con alcuni cibi di cui diceva: "Preferivo non indagare sul contenuto".

Invece di trovarmi Zoe mi sono ritrovata in una sorta di rubrica condotta da un'altro personaggio: Martino Ragusa.
E così proseguendo il mio viaggio nel "Pianeta Web" volgo l'itinerario verso quei siti che per qualche motivo mi hanno incuriosita soffermarmi su questo spazio gastronomico.

Martino Ragusa, il fantasioso ideatore di questa tavolozza gastronomica è diplomato in medicina ma appassionato di cucina si è trasformato in scrittore di gastronomia.
Storica è l'amicizia che lo lega a Patrizio Roversi. Oltre a curare il loro sito "Turisti per caso", è autore della rubrica gastronomica: "Il giornale del cibo".
Ha scritto alcuni libri di cucina e, novello Robin Hood della gastronomia, gira per la nostra penisola alla ricerca di ricette regionali e prodotti da salvare.

Un vulcano di idee sempre in movimento, tanto che non si sofferma a pensarci su e le sforna ininterrottamente, perennemente alla ricerca di qualcosa di matematicamente numerico.

Da tavola a tavola, di bottega in bottega, l'instancabile desiderio di nuove conoscenze gastronomiche portano il simpatico "viaggiatore per gusto" a scoprire i luoghi che conservano quelle piccole perle racchiuse in scrigni di bontà e delizie che da sempre fanno della cucina Italiana la migliore e più apprezzata nel mondo.
Vorrei quindi tralasciare di parlare di "Turisti per caso", un sito che già si presenta da solo associandolo a due nomi famosi come Patrizio Roversi e Maurizia Giusti... meglio nota come Syusy Blady, per soffermarmi su questa che è una "specie" di rubrica interna: "Il Giornale del Cibo", giovane creatura nata dalla fervida mente di Martino.
Decine e decine di lettori con la passione dei fornelli fanno a gara nell'inviare ogni ricetta da... "Commandeur des Cordons Blues de France" o da "Accademici della Cucina - dei Discepoli di Escoffier".

Leggo con curiosità le ricette dei lettori. Tra una ricetta e l'altra noto alcuni articoli di Silvia Salomoni.

Silvia, laureata e specializzata in Sociologia con indirizzo Consumo e Comunicazione è Redattore web dei siti "Turisti per caso" e "Velisti per caso", mentre nello "spazio" del "Giornale del cibo" ha una rubrica dedicata al -Consumo intelligente- in cui con competenza approfondisce il tema -sociologia dei consumi- e tematiche inerenti.
Gli studi di sociologia di comunicazione e marketing fanno di lei un valido aiuto per gestire anche la community dei redattori e collaboratori del sito, nei suoi aspetti redazionali e culturali che sono un indispensabile strumento per creare nuovi stimoli per chi collabora e chi scrive.

Ama l'arte, i libri, i fumetti e da vera emiliana... il buon cibo. Le sue origini bolognesi mi fanno ricordare il sapore di favolosi "tortellini" che... non hanno eguali: indubbiamente le sue attenzioni gastronomiche provengono dalla madre che "si dice"... sia molto brava ai fornelli...

Lavorare nella redazione di questo sito le consente di convergere l'attenzione anche su argomenti culturali e poiché anche il cibo è cultura, folclore e storia della nostra identità, mi ha particolarmente colpito il suo articolo sulla "Zucca di Halloween" dove folclore, mistero, storia e cultura del cibo sono magistralmente amalgamati.
Decisamente il modo di scrivere è un valido contributo culturale per qualunque sito in cui si posi la sua penna!

Altro "navigatore della cucina"è Alex Castelli, redattore multimediale dei contenuti dei siti.
Laurea Specialistica in Discipline Semiotiche, oltre a quella in Scienze della Comunicazione,
Alex adora il mare, ama fotografare il mondo nel suo insieme perché tutto lo stupisce. Si dice che sia di poche parole, ma ha ragione, per comunicare si deve anche imparare ad ascoltare: "Di un buon tacer non fu mai scritto", parole famose e... sagge! Spesso chi parla lo fa solo per sentire il suono della propria voce e bearsene, ma quello che comunica agli altri è solo la sua presunzione, l'ignoranza e spesso... la stupidità.

Ad emergente tra la marea di lettori con la passione per i fornelli è Vostromo che da lettore diventa un valido aiuto con le sue ricette e il forum.
La sua serietà non lo porta a fare "copia e incolla" e non riempie delle pagine solo per "fare numero"o per definirsi... giornalista. Le ricette sono ben descritte sin nei minimi particolari, tanto che sarebbe quasi impossibile sbagliare nel provare a trasformarle in quelle delizie che ha descritto...

E' intelligente e ha capito che non basta scrivere una ricetta e così spesso ci aggiunge qualche curiosità e anche quel pizzico d'umorismo che... insaporisce i cibi. Apparentemente è modesto ma credo sappia di essere bravo...

Ama molto il contatto con il prossimo e quella frase che ha detto: "Cucinare è regalare e regalarsi emozioni" è la stessa che avrei scritto io: "Quando scrive lo fa per regalare e regalarsi qualcosa...".
Decisamente "Il Giornale del Cibo" è un sito insolito, curioso: in perenne competizione con sé stesso...


 

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